Come si calcola il rischio reale per il tumore al seno
Poi te la faccio avere in privato 😝
Mi dispiace veramente tanto per tua zia, ma la speranza non deve mai mancare, mai 💓
Come va dolce Met
Andiamo avanti tu?
Ragazze il cortisone mi ha gasata tutta 🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣
Va tutto bene tra ottimismo e momenti di paura. Forza tesoro 💪💪💪💪💪 stai su
[b]Rosix[/
ci conto, guarda che te lo ricorderò sempre
Mmmm come la vuoi ..figura intera o primo piano...ma ripeto NON SONO FOTOGENICA...ma poi ...come si manda in privato?
primo piano
figura intera
in bikini
in pigiama
con i bigodini
tutto sommato non chiedo troppo
Quella con i bigodini non ce l ho 😝
ROSIX
A proposito, nella rubrica del blog dedicata alle storie delle RFS c'è una certa Rosa, sei tu?
Lori




Ti ho mandato un messaggio privato ma non si se a foto è arrivata
Care ragazze e dott Catania mi assento per un po’
Questi giorni sono molto tristi e non sarei di aiuto a nessuno
Continuerò a leggervi e il racconto che ho postato sono i miei auguri in anticipo affinché possiate passare un sereno Santo Natale
Ora sono quella pecorella nera mi rintano un po’
Un abbraccio di cuore
RACCONTO DI NATALE
C’era una volta una pecora diversa da tutte le altre. Le pecore, si sa, sono bianche; lei invece era nera, nera come la pece. Quando passava per i campi tutti la deridevano, perché in un gregge tutto bianco spiccava come una macchia di inchiostro su un lenzuolo bianco: «Guarda una pecora nera! Che animale originale; chi crede mai di essere? ». Anche le compagne pecore le gridavano dietro: «Pecora sbagliata, non sai che le pecore devono essere tutte uguali, tutte avvolte di bianca lana?». La pecora nera non ne poteva più, quelle parole erano come pietre e non riusciva a digerirle. E così decise di uscire dal gregge e andarsene sui monti, da sola: almeno là avrebbe potuto brucare in pace e riposarsi all’ombra dei pini. Ma nemmeno in montagna trovò pace. «Che vivere è questo? Sempre da sola!», si diceva dopo che il sole tramontava e la notte arrivava. Una sera, con la faccia tutta piena di lacrime, vide lontano una grotta illuminata da una debole luce. «Dormirò là dentro » e si mise a correre. Correva come se qualcuno la attirasse. «Chi sei?», le domandò una voce appena fu entrata. «Sono una pecora che nessuno vuole: una pecora nera! Mi hanno buttata fuori dei gregge». «La stessa cosa è capitata a noi! Anche per noi non c’era posto con gli altri nell’albergo. Abbiamo dovuto ripararci qui, io Giuseppe e mia moglie Maria. Proprio qui ci è nato un bel bambino. Eccolo!». La pecora nera era piena di gioia. Prima di tutte le altre poteva vedere il piccolo Gesù. «Avrà freddo; lasciate che mi metta vicino per riscaldarlo!». Maria e Giuseppe risposero con un sorriso. La pecora si avvicinò stretta stretta al bambino e lo accarezzò con la sua lana. Gesù si svegliò e le bisbigliò nell’orecchio: «Proprio per questo sono venuto: per le pecore smarrite!». La pecora si mise a belare di felicità. Dal cielo gli angeli intonarono il «Gloria». -
No no non sono io