All’origine c’è sempre un lavoro scientifico!
Il termine lavoro non è usato a caso in quanto definisce l’opera di uno o più soggetti che partono da una ipotesi che vogliono verificare. Per verificarla occorre un metodo e dei materiali adatti. I risultati sono i dati nudi e crudi di quanto osservato attraverso il metodo. Le conclusioni sono invece un ragionamento sul possibile significato dei risultati in termini di verifica dell’ipotesi ed, a volte ma non sempre, costituiscono la tesi.

Perché il lavoro venga pubblicato in una rivista scientifica occorre che tutto quanto passi il vaglio di anonimi esperti i quali controllano che non siano state scritte delle enormi stupidaggini, che i risultati siano ripetibili impostando le stesse condizioni e che le conclusioni siano almeno verosimili. Gli esperti quindi dicono all’editore se e quanto si rovina la reputazione della rivista a pubblicare lo scritto o se, invece perlomeno non  peggiora il cosiddetto “impact-factor”. Quest’ultimo definisce quanto la rivista vale nel panorama scientifico.

La maggior parte delle riviste ora sono online con una, per fortuna, drammatica diminuzione dei costi di pubblicazione dei lavori. Gli editori delle riviste pubblicano on line solo il riassunto del lavoro facendosi pagare per leggerlo in toto con prezzi variabili in vile denaro.

Parafrasando un grande della letteratura italiana, esistono quindi, anche nell’ambito scientifico, Riviste, Mezze Riviste, Rivisticchie e quaqquaraqquà.

Una delle caratteristiche peculiari dei lavori scientifici è che sono scritti in medichese, idioma compreso solo da una ridotta quota della popolazione e zeppo di termini con abbreviazioni incomprensibili ai più. La traduzione in linguaggio normale sui giornali avviene ad opera dei curatori delle rubriche sanitarie, qualche volta iscritti all’albo dei Giornalisti, o, addirittura, da Medici adusi a farsi capire anche dai pazienti più “resistenti”.

Tuttavia, tradurre un noioso lavoro scientifico in termini comprensibili non basta perché dal contesto deve uscire una “notizia” con un titolo che invogli il lettore a leggerla. Quindi il testo originale viene rivoltato ad arte per ottenere il risultato atteso: la lettura.

Durante questi passaggi avviene la transizione, proprietà che definisce l’abilità di rivoltare la frittata perché venga ben cotta.

Facciamo un esempio:

Estradiol impairs the Th17 immune response against Candida albicans

che tradotto in medichese italiano, suona:

“L’estradiolo diminuisce la risposta immunitaria Th17(*) contro la Candida albicans”.

Ulteriormente tradotto, in giornalese, diventa

Ovulating women more susceptible to infection

ossia

Attenzione ai rapporti non protetti: l’ovulazione rende le donne più vulnerabili alle infezioni”.

 

L’esperimento è stato condotto su due gruppi di ratti femmina cui, tolte le ovaie a tutte, sono state impinzate uno di Candida ed Estradiolo e un altro solo di Candida coi risultati esposti in epigrafe. Il salto in transizione è notevole, un po’ perché NON è detto che quello che succede alla ratta di laboratorio impinzata debba per forza succedere alla donna normalmente in salute che ovula dietro l’estradiolo suo naturale, un po’ perché poi, chiosano, entrambi gli articoli, sul ruolo che avrebbe l’estradiolo sulla  femminea tolleranza dello spermatozoo, ospite desiderato ma estraneo a tutti gli effetti. Il messaggio che si concreta è quindi che l’ovulazione, coi suoi elevati livelli di estrogeno, è un rischio da proteggere con l’astinenza o col profilattico.
Le donne che intendono ospitare un povero spermatozoo tanto, così, per rimanere incinte, si rassegnino a beccarsi la Candida o qualche Virus maligno.

Sarebbe stato forse più carino ipotizzare che gli elevati livelli di xeno-estrogeni ambientali (endocrine disruptors), in aumento esponenziale insieme al resto delle porcherie che appestano l’ambiente, sono una concausa di risposte immunitarie sballate contro le aggressioni batteriche, virali e fungine maschili e femminili.

Meno Fantamedicina, per favore.

 

(*):[n.d.r.]: trattasi di Linfocita T Helper 17, regolatore delle interleuchine IL17-IL6-IL8.

http://www.health24.com/news/Menstruation_News/1-4738,72192.asp

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21965175