"L'ho letto su internet..." visto dalla parte del medico (che oltretutto scrive sul web!)

Fatto salvo il diritto di sapere, oggi mi sono arrabbiato per il motivo di cui sopra. Ed ho riflettuto sul perché è accaduto.

I medici studiano su libri e su riviste cartacei ed on line, che costano, che vanno scelti accuratamente, pensati e valutati. Per loro la cultura è fin da subito una presa di responsabilità, una scelta, una possibilità di errore, una esposizione (si sceglie un indirizzo piuttosto che un altro). Pertanto la cultura del medico è metamorfica: un medico acculturandosi si modifica.

Il pubblico legge su internet, ove basta un “click” o digitare una parola chiave per avere gratuitamente tutte le notizie che si vuole. Nessuna responsabilità, nessuna scelta, nessuna esposizione, nessun rischio: la cultura in questo caso è protesica: una protesi messa lì, appiccicata in qualche modo con uno sciame di “click” e di “bites”.

Abbiamo pertanto una cultura plastica (quella medica) ed una rigida (quella internettiana), una cultura vissuta (quella medica) ed una nozionistica (quella internettiana), una cultura ad alto investimento (quella medica) ed una costo zero (quella internettiana). Costo esistenziale, non di danaro, ovvio.

Purtroppo queste differenze non sono note al pubblico che naviga su internet.

Ed ovvio allora lo scontro.

 

Bibliografia:

1) Mie idee mentre la segretaria mi portava una camomilla.