Le storie d’ amore nate in sala operatoria tra colleghi chirurghi o infermieri sono sempre esistite e tutti noi ne siamo testimoni e qualche volta protagonisti, tuttavia la storia d’amore più curiosa e interessante è sicuramente quella che ha permesso un progresso radicale nella storia della chirurgia ed un crollo della mortalità chirurgica.

Siamo negli Stati Uniti, fine ottocento.

A Baltimora, il prestigioso Ospedale John Hopkins viene inaugurato nel 1880 e a dirigere la chirurgia viene chiamato William Halsted, laureato a New York e perfezionato in Europa alla Scuola di grandi Maestri di allora tra i quali Theodor Billroth.


William Halsted

Ai tempi chirurghi ed infermieri operavano a mani nude, senza guanti sterili, e la mortalità chirurgica era del 50%!

Solo nel 1876 Joseph Lister in Scozia aveva compreso e diffuso i concetti di asepsi in chirurgia e aveva incontrato Halsted in un viaggio negli Stati Uniti.Halsted  rimase colpito dalle sue teorie che tuttavia restarono controverse fino almeno al 1882 anno nel quale Robert Koch dimostrò il rapporto tra microrganismi ed infezione, scoperta per la quale peraltro vinse il premio Nobel nel 1905.

L’ infermiera responsabile della sala operatoria di Halsted era la Signorina Caroline Hampton, nata in South Carolina in una ricca famiglia, nipote del Governatore di quello Stato. Caroline aveva perso in genitori in giovane età ed era stata cresciuta dagli zii. Il suo carattere ribelle l’ aveva portata ad abbandonare la casa natale per iscriversi alla scuola infermieri a New York e da qui, una volta diplomatasi, assunta a Baltimora.

William e Caroline operavano insieme tutti i giorni e fin da subito il loro rapporto era basato sulla stima ed ammirazione reciproca, erano entrambi ottimi ed efficienti professionisti.Stima ed ammirazione si trasformarono presto in amore.

Verso la fine del 1889 tuttavia,una fastidiosa e persistente dermatite colpì le mani della bella infermiera, ferrista come si direbbe oggi dalle nostre parti. La soluzione antisettica nella quale venivano immerse mani e braccia prima di ogni intervento era la responsabile.

William volle risolvere il problema e andò a New York alla sede della azienda Goodyear dove si fece fare due paia di guanti di gomma di prova per proteggere le mani della sua infermiera. La prova ebbe successo ed i guanti furono ordinati in quantità.

In un primo periodo vennero indossati solo dalle infermiere e dagli assistenti, soprattutto in alcune operazioni, ma in un secondo tempo il primo aiuto di Halsted, Joseph Bloodgood, ne diffuse l’ uso anche tra i chirurghi. Nel 1889 pubblicò un lavoro descrivendo 450 interventi chirurgici per ernia nei quali la percentuale di infezione postoperatoria era crollata del 100% rispetto agli interventi eseguiti senza guanti!

Nel frattempo William e Caroline si erano sposati, avevano comprato casa e terreno in North Carolina e trascorsero felici 32 anni di matrimonio fino al 1922, anno nel quale Halsted morì e due mesi dopo Caroline fece altrettanto.

Durante la sua carriera Halsted tra l’ altro aveva sperimentato ed utilizzato la cocaina come anestetico e, avendola provata prima su se’ stesso, ne era diventato dipendente.

Halsted morì per le conseguenze di un intervento chirurgico sulle vie biliari per una calcolosi residua dopo essere stato sottoposto poco prima a colecistectomia, patologia che aveva trattato e studiato per anni, come inspiegabilmente succede a molti tra noi che dopo aver curato per tutta la vita una malattia, alla fine si ammalano e muoiono proprio per quella.

Della storia d’ amore tra William e Caroline ci restano oggi un bel ricordo, i guanti che automaticamente indossiamo prima di ogni intervento e tante infezioni in meno in sala operatoria.