Uno dei miti eterni che riguardano le sale operatorie è che chirurghi abitualmente educati e rispettosi si trasformino in emuli di Mister Hyde lasciandosi andare a espressioni irripetibili.

Non sempre tuttavia i miti riflettono la realtà, per questa ragione un chirurgo ed un anestesista hanno voluto verificare cosa succede realmente nelle sale operatorie ed i risultati della loro ricerca sono stati pubblicati sul British Journal of Medicine.

Durante cento interventi consecutivi eseguito nello stesso ospedale nel Regno Unito i ricercatori hanno osservato in incognito gli operatori e registrato il tipo di espressioni utilizzate, la specializzazione del medico e la durata dell'intervento.

Le parolacce sono state classificate in tre gruppi assegnando loro un punteggio in proporzione:

 

1) espressioni relative a 'inferno e paradiso' quali ad esempio 'Dio', 'Bloody hell', bugger' (NB: il lavoro è scritto in inglese con termini non sempre letteralmente traducibili in italiano)

 

2) Espressioni relative a prodotti 'corporei quali ad esempio 'merda' ecc.

 

3) le cosidette parole di quattro lettere: f...,c.... eccetera.

 

I cento interventi in totale sono durati piu' di 80 ore e 94 parolacce sono state pronunciate.

I risultati sono stati diversi in base alla specializzazione dei medici con un picco per gli ortopedici seguiti dai chirurghi generali e dai ginecologi. A distanza urologi ed otorinolaringoiatri.

E' difficile interpretare questi risultati, la lunghezza dell' intervento, in media superiore per gli interventi eseguiti dagli ortopedici potrebbe essere una spiegazione per il maggior numero di parolacce pronunciate.

la complessità degli strumenti utilizzati dagli ortopedici ed a volte dai chirurghi potrebbe costituire motivo di irritazione in caso di funzionamento non agevole ma le risposte definitive sono ancora da trovare.

Gli interventi osservati peraltro sono sempre stati in elezione mentre è ragionevole supporre che durante interventi eseguiti inurgenza i numeri possano aumentare.

Quel che è certo è che considerato il sempre crescente numero di interventi eseguiti in anestesia locale o spinale a paziente lucido, questa abitudine è giusto tramonti come deve.

Per quel che puo' valere la mia esperienza sul campo, ho sempre trovato un rapporto costante tra il numero delle parolacce pronunciate ed in particolare gli insulti ai collaboratori e la modestia delle capacita' professionali.

I migliori colleghi con i quali mi è capitato di lavorare sono sempre stati educati anche in situazioni critiche o piuttosto, silenziosi.

 

BMJ 1999; 319 doi: http://dx.doi.org/10.1136/bmj.319.7225.1611 (Published 18 December 1999)