I "punti neri" un vero cruccio, per chi vuole avere una pelle sana e luminosa.

Cosa sono in realtà e come curarli?

In dermatologia quando si parla di punti neri, ci si riferisce ai cosiddetti "comedoni aperti": 

topograficamente, essi sono rappresentati da una dilatazione dell'acroinfundibolo, ovvero l'ultima porzione della ghiandola pilo-sebacea.

Il punto nero è quindi visibile come un vero e proprio "tappo" costituito da 

-  Corneociti compattati

-  Sebo

- Batteri (Pityrosporum ovale, Propionibacterium acnes, Staphylococcus epidermidis)

Il colorito nero è stato sempre materia di dibattito: inizialmente si pensava che il colore nerastro fosse generato dalla perossidazione dello squalene ed altri acidi grassi, ad oggi invece è verificata la presenza di melanina (il pigmento cutaneo) la quale rende più scuro e visibile il tappo, anche a causa dell'impilamento delle cellule corneocitiche (che intrappolano i residui melanici).

Tale lesione cutanea è assieme ai "punti bianchi" (i comedoni chiusi) l'elemento iniziale dell'Acne, ma la sua presenza è tipica delle pelli grasse e miste in zone peculiari del volto (naso, zigomi, mento e fronte)

Esistono molti trattamenti per combattere la formazione di questi inestetismi (che quando sfociano in acne divengono, lesioni cutanee da trattare a tutti gli effetti), ad oggi i più usati ed efficaci appartengono a classi di 

- cheratolitici

- sebo-regolatori

- antibiotici in associazione a regolatori della replicazione cheratinocitaria

Esistono tuttavia alcuni trattamenti in grado di impattare notevolmente queste lesioni cutanee: fra i più usati e più efficaci si annoverano i peelings con beta idrossiacidi: (attenzione però si parla di peelings medicali, ovvero di concentrazioni effettuabili per Legge SOLO in sede medica e medico-specialistica: diffidare di altre proposte).

Ad ogni modo è sempre necessario rivolgersi al proprio dermatologo di fiducia per avere una diagnosi precisa ed una terapia appropriata

Per approfondimenti personali:

www.latuapelle.org