Anche quest'anno, con l'arrivo della bella stagione, torna il pericolo delle zecche, antipatici acari ematofagi (si nutrono di sangue) che possono pungere noi e i nostri amici quattrozampe.

Il volume di una zecca può aumentare di oltre 10 volte, grazie alla suzione del sangue dell'ospite parassitato! E talvolta veicolano rickettiosi, brucellosi, encefaliti, tularemia, etc. Per questi motivi si consiglia controlli medici a distanza di una-due settimane dall'attacco del parassita, per escludere queste importanti complicanze. E instaurare eventuale terapia.

Ma come prima manovra sarà opportuno staccare l'animale!

Purtroppo l'apparato succhiatore di questi acari è conformato in modo da attaccarsi tenacemente all'epidermide facendo si che, una volta inserito, non sia facilmente rimuovibile con la trazione.

Per staccarla si consiglia spesso dunque di applicare qualche goccia d'olio, vaselina o altre pomate o unguenti, grassi, che tendono a soffocare la zecca, che può essere quindi rimossa.

Una consistente letteratura invece sconsiglia queste manovre, ritenendo più pericoloso il fatto che l'insetto agonizzante possa emettere i propri fluidi salivari, potenzialmente infetti, in quantità ancora maggiore.

Quindi attualmente l'uso di pinze particolari, che con rapido movimento permettono di estrarre l'insetto, possibilmente intero, sembrano la cosa migliore.

Ricordiamo sempre di passeggiare per i campi con pantaloni lunghi e spessi... ma, alle volte, l'insetto sceglie punti di attacco... decisamente singolari: ecco qui sotto una recente osservazione personale!!!