La storia della gonorrea parte da molto lontano.

Il termine, di origine, greca viene attribuito a Galeno, nel secondo secolo dopo Cristo, ed è composto dalle parole "gone"(seme)e "rein" (scorrere).

Forse più adeguato è il termine blenorragia, riportato da Swediatur nel diciottesimo secolo, che si rifà ai termini greci "blenna"(muco) e "rein" (scorrere).

In ogni caso si evoca la manifestazione più evidente: lo scolo, termine con cui la malattia è volgarmente conosciuta.

In alcune zone veniva denominata "urina calda".

L'origine di questa malattia è però molto antica, tanto da ritrovarsi nell'Antico Testamento.

Nel Levitico (quinto secolo dopo Cristo) si descrive lo "scolo" e si abbozzano delle norme precauzionali. 

Successivamente viene riportata in numerosissime testimonianze, da Aristotele a Platone e molti altri. 

I medici antichi provarono spesso a curare in modo empirico, e a volte...dannoso!

Rhamses nel nono secolo iniettata nell'uretra acqua e miele, con risultati prevedibilmente fallimentari. E nel tempo varie sostanze, in genere alimentari, si avvicendarono, senza esiti positivi.

Benique', Janet ed altri, più tardi nell'ottocento, propongono infine le tecniche del lavaggi con permanganato di potassio, con buoni risultati.

Sigmund Crede ', sempre nell'ottocento, propone con enorme successo il suo metodo profilattico delle complicanze oculari nei neonati:la celeberrima profilassi alla Crede' con nitrato d'argento, che é arrivata fino a tempi recenti.

Ricordiamo doverosamente gli studi di Desruelles (Trattato pratico delle malattie veneree, del 1836) e di moltissimi altri autori, che hanno lasciato il proprio nome nella storia della malattia, ma arriviamo naturalmente ai tempi più recenti.

E così giustificazione del fatto che l'agente eziologica della malattia viene comunemente chiamata "neisseria gonorreae ", eccoci arrivati al diciannovesimo secolo, con gli studi microbiologici di Albert Neisser. Questi evidenzio ' il germe, detto altresi' gonococco,composto da due cocchi grammi negativi disposti a "chicco di caffè ". 

Germe che dopo il 1936, con la scoperta dei sulfamidici, fu finalmente contrastato in maniera adeguata. 

Di seguito , con la sulfamidicoresistenza, vennero utilizzati altri tipi di antibiotici... ma siamo ormai in epoca moderna.

Resta il fatto che la malattia, ancora assai diffusa, e spesso con varie resistenze ad antibiotici, é tutt'ora impegnativa.

E non va sottovalutata, considerando che cure tardive possono provocare danni consistenti a livello di vari organi, e che la localizzazione, uretrale, orchiepididimale, vulvovaginale, annessiale, anale,faringea, articolare, etc, etc la rende una malattia tutt'altro che settoriale.