Si stima che ogni anno, in Italia, si infettino circa 3.500 - 4.000 persone con il virus umano dell'immunodeficienza acquisita (human immunodeficiency virus, HIV) (Istituto Superiore di Sanità).

Colgo l'occasione per mettere in risalto un dato: in Italia i dati sulle gestanti HIV-positive vengono raccolti ed analizzati dal Progetto nazionale per la sorveglianza sul trattamento antiretrovirale in gravidanza. Da questo progetto, che al 2004 aveva raccolto dati su oltre 400 gravidanze, emerge che solamente una donna HIV-positiva su quattro  che vanno incontro a gravidanza ha svolto un conselling preconcezionale, una su due non pianifica la gravidanza, una donna su quattro ha saputo solamente nel corso della  gravidanza di aver contratto il virus dell' HIV.

Per questo l'identificazione precoce durante la gravidanza delle donne sieropositive per HIV è finalizzata a ridurre il rischio di trasmissione materno-fetale del virus (mother-to-child transmission, MTCT). IN ASSENZA DI QUALUNQUE INTERVENTO PREVENTIVO, la MTCT è elevata (15%-30%).

Quindi:

Lo screening per l'HIV deve essere offerto a tutte le donne all'inizio della gravidanza  e al terzo trimestre, per consentire di programmare, per le donne risultate positive, gli interventi che si sono mostrati efficaci nel ridurre il rischio di trasmissione dell'infezione da madre a figlio.