La Tele-Psichiatria.

Non so se sia deontologicamente corretta ma in questo momento il quesito espresso mi sembra di secondario rilievo rispetto al vero topic della questione: ovverosia "funziona o non funziona?".

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La questione è stata posta dall'APA (American Psychiatric Association) ovverosia il massimo organo mondiale che da oltre 30-40 anni "detta legge", vede e rivede le varie edizioni del DSM, scrive protocolli e linee guida in ambito Psichiatrico e non solo.

Si potrà dire o pensare: "non c'è scritto nulla...poche righe solamente".

Nella forma corretto!

Nella sostanza... beh quale povertà intelettuale sarebbe il non saper cogliere il "core" dell'argomento proposto.

Ovverosia la "tele-psichiatria" funziona o non funziona?

Il rapporto empatico medico/paziente, il transfert ed il contro-transfert (così importanti per un trattamento psichiatrico che non sia basato solo su "pillole" ma che segua due vie parallele ossia quella farmacologica e quella psicoterapica) si generano ugualmente e con la medesima efficacia in una psichiatria a distanza?

Personalmente non mi sembra argomento da poco ed a me interesserebbe conoscere il parere dei colleghi e di chi volesse, avendo già avuto una esperienza simile, intervenire, argomentare, raccontare.