L'argomento masturbazione dei bambini è un argomento che viene affrontato con molta reticenza da parte dei genitori. Bisogna essere consapevoli che questo comportamento rappresenta una tappa fondamentale dello sviluppo psicoevolutivo del bambino.

La masturbazione è preceduta da una fase esplorativa, in cui il bambino toccandosi fa conoscenza del suo corpo. Questa manipolazione si è visto che inizia già quando il bambino è in utero, specie negli ultimi mesi di gestazione. La manipolazione nel bambino piccolo, in un primo momento, non è finalizzata a provare piacere ma a costruire un personale schema mentale del suo corpo. Dopo la fase esplorativa, con la manipolazione il bambino scopre di provare anche piacere e consolazione nei momenti di stress.

La sessualità infantile è stata uno degli argomenti ben descritti da Freud, considerato il padre della psicoanalisi. Freud ha dato una descrizione dettagliata su questo aspetto psicologico del bambino che viene considerata ancora coerente ed attuale. La teoria freudiana ha dimostrato che attraverso processi integrativi e maturativi successivi, partendo da una zona non differenziata costituita dalla superficie cutanea e dalla bocca, la pulsione libidica, che rappresenta l'insieme delle pulsioni sessuali, si va a concentrare successivamente sulla zona ano rettale e poi su quella genitale.

La pulsione libidica, secondo Freud, è quella parte dell'ES che corrisponde alla zona dello psichismo arcaico ancorato strettamente al substrato biologico e completamente immersa nell'inconscio.

Secondo Freud la sessualità infantile segue delle tappe prestabilite, rappresentate, in ordine progressivo, dalla fase orale che va dalla nascita ad un anno di vita. Si spiega così perche' il lattante trova molta consolazione dall'uso del ciucciotto e quando si attacca al seno materno. Una seconda fase detta anale che va dal 1° anno fino al 3° anno di vita, la fase fallica dai 3 ai 5 anni, una fase di stasi temporanea che va dai 6 anni fino all'inizio della pubertà ed infine la fase genitale.

Secondo studi di psicobiologia si è potuto constatare che all'inizio la manipolazione non sviluppa un vero piacere erotico ma rappresenta un piacere aspecifico che dà consolazione e benessere.

L'attività della masturbazione inizia prima nelle bambine, già dai due anni di età, con movimenti ripetitivi delle gambe, , strisciando gli arti inferiori, a volte interponendo qualche giocattolo tra le gambe. Gli episodi possono essere ravvicinati o sporadici, comportano congestione del volto, sudorazione a cui segue un lieve rilassamento. Queste crisi a volte possono essere mal interpretate e considerate crisi convulsive.

Il comportamento dei genitori è fondamentale per non arrecare danni alla psiche del bambino. I genitori devono sapere che questi momenti di transizione rappresentano tappe normali dello sviluppo psico affettivo del bambino. Non devono assolutamente sgridare il bambino, in quanto questo potrebbe essere controproducente e potrebbe creargli inutili sensi di colpa.

L'intervento migliore è quello di sottovalutare la cosa, distrarre il bambino e donare maggiore tenerezza ed affetto. Se le manifestazioni masturbatorie sono intense e particolarmente frequenti bisogna escludere in prima battuta problemi psicologici del bambino, paure immotivate e conflitti interpersonali con altri bambini.

A volte il problema può essere anche di natura familiare con situazioni conflittuali fra i genitori stessi. Seguendo le indicazioni di Jung, psicoanalista infantile, "prima di accertarsi cosa non va nel bambino, bisogna prima domandarsi se c'è qualcosa che non va nei genitori".