Il 18 Maggio u.s. è stato pubblicato il nuovo DSM-5 (Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders) ovvero il Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, il sistema nosograficio per i disturbi mentali più utilizzato da medici, psichiatri e psicologi di tutto il mondo. Tale manuale riporta tutti i disturbi mentali che vengono definiti in base a quadri sintomatologici, individuati su base statistica.

 

In realtà il DSM-5 non differisce molto dal precedente DSM-IV. I cambiamenti maggiori riguardano la sindrome di Asperger che non rimane più come entità distinta ma viene incorporata nello spettro autistico, la distinzione tra i vari sottotipi di schizofrenia (paranoide, disorganizzata, catatonica, residuale, indifferenziata) è stata eliminata; inoltre il lutto non è più evento di esclusione per la diagnosi di depressione, tra le dipendenze patologiche troviamo il gioco d’azzardo patologico, che viene riclassificato in questa categoria e il disturbo da uso di tabacco.

 

La prima versione del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali risale al 1952 (DSM-I) e fu redatta dall'American Psychiatric Association (APA), in risposta alla classificazione operata dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), che nel 1948 aveva pubblicato l’ICD, esteso anche ai disturbi psichiatrici. Da allora vi sono state periodiche riedizioni: nel 1968 il DSM-II, nel 1980 il DSM-III, nel 1987 la DSM-III-R (edizione rivisitata), nel 1994 la DSM-IV e nel 2000 la DSM-IV-TR (testo revisionato). Sono state anche effettuate piccole modifiche nelle ristampe di alcune versioni intermedie; particolarmente significativa la settima ristampa del DSM-II, che nel 1972 espulse l'omosessualità dalla classificazione psicopatologica.