L'episodio che tutti abbiamo appreso è tragico,straziante sia per la piccola vittima che per i genitori.

Spiace però che questo tragico episodio venga trattato da molti commentatori al pari di evento delittuoso volontario, perdendo di vista che un tale fatto può succedere ad ogni individuo e che non è rapportabile agli infanticidi,ai delitti, agli attentati e quant'altro si voglia buttare nel mucchio delle considerazioni e opinioni.

 

I disturbi della memoria non possono considerarsi volontari, di contro alle cause che possono produrli.

L'etilista ha la "colpa" di esserlo, ma episodi amnesici che ne possono conseguire non sono prevenibili.Altre patologie, es. la schizofrenia, creano disturbi della memoria, ma essa non è una colpa.

 

Non è necessario essere portatori di una patologia perchè si possano avere diturbi della memoria.

In stati, pur transitori, di depressione o di ansia,è facile osservare difficoltà di tipo cognitivo (deficit dell'attenzione, della concentrazione, della memoria recente) altrettanto transitori.

Chi ne è affetto non può certo prevederli e quindi nemmeno prevenirli.

 

E' inteso che un individuo che presenta innumerevoli episodi amnesici debba provvedere ad attuare per sè le possibili cure.

 

Nel caso specifico non sappiamo se il genitore soffrisse di questi episodi (poco probabile se la madre gli affida, e non per la prima volta, la figlia) e pertanto dipingerlo come un figlicida vuol dire perdere di vista alcuni aspetti della mente umana.

Purtroppo anche molti medici sono privi delle più basilari nozioni di psichiatria e psicologia.

 

Anche dal punto di vista legale, credo sia ingiusta (oltre a non sussistere, in questo caso, tale reato) l'accusa al padre di omicidio colposo.

Infatti l'omicidio colposo si realizza quando io agisco in modo comunque non consono sapendo che il mio comportamento può provocare un danno o la morte.

Ad esempio se io viaggio in auto in città a 90 Km/ora e uccido un pedone sulle strisce, sarò punibile di omicidio colposo perchè la mia condotta di guida era fuori legge.

 

Il padre che ha dimenticato la propria bimba non ha messo in atto alcuna condotta delittuosa: trasportare in auto il proprio figlio certo non lo è.