Negli ultimi tempi assistiamo a un crescente interesse per la cosiddetta “scienza della felicità”. Sono parecchie le ricerche e le iniziative volte a capire come promuovere una maggior felicità nelle persone.

 

A sentire gli entusiasti, è facile lasciarsi convincere. La felicità, o benessere, può essere misurata ed è possibile individuare cos’è che può renderci più o meno felici. In tal modo, individui e governi possono dirigere i loro sforzi nella messa a punto di comportamenti e programmi in grado di massimizzare la felicità e minimizzare l’infelicità. Di conseguenza, tutti saranno più felici.

 

Ma quale sarebbe la parte degli psicologi in questa corsa verso il benessere? Anche se non sono depresse, molte persone che si rivolgono a noi sono infelici. E se il nostro lavoro consiste nel ridurre l’infelicità, potremmo scegliere di promuovere entusiasticamente azioni che aumentino la felicità. Ma la felicità è difficile da definire, perché è soggettiva. Ciò che rende felice qualcuno può lasciare indifferente un altro, o addirittura renderlo meno felice.

 

In ogni caso la ricerca ha individuato alcuni atteggiamenti e comportamenti in grado di aumentare il senso di felicità di ognuno, se adattati tenendo conto delle inclinazioni personali:

 

1. Prendersi cura degli altri.

2. Coltivare le relazioni con le persone.

3. Prendersi cura del proprio corpo.

4. Osservare il mondo attorno a noi.

5. Apprendere e fare nuove cose.

6. Darsi degli obiettivi da perseguire.

7. Saper fare un passo indietro, quando necessario.

8. Adottare un approccio positivo (ma non troppo).

9. Essere a proprio agio con il modo in cui si è.

10. Far parte di qualcosa di più grande.

 

Fonte:
2011. Liberamente tratto dal blog: Frontier Psychiatrist.