La Francia è sotto shock nelle ultime ore, a causa della notizia di una ragazzina stuprata e poi barbaramente uccisa da un altro ragazzo con precedenti penali.

Una notizia di questo tipo genera sempre disgusto e orrore in ciascuno di noi. Vorrei però provare a fare delle riflessioni per cercare di comprendere come mai l'essere umano, estremamente raffinato ed evoluto, è l'unico essere vivente che arriva ad uccidere il conspecifico. Non abbiamo infatti notizia di altri mammiferi che uccidono il conspecifico. Solo in homo sapiens il sistema neurobiologico di difesa può essere attivato dal sistema "predatorio" di un conspecifico. I leoni ad es. uccidono i cuccioli della leonessa di cui hanno appena vinto il leone, ma in altre circostanze non lo farebbero.

Che cosa accade nella mente di quelle persone?

E' eccitazione sessuale ciò che spinge a stuprare una ragazzina? O si tratta di qualcos'altro?

MacLean aveva compiuto studi comparati di anatomia già negli anni Settanta e ai lui dobbiamo la teoria del cervello tripartito, con una parte più antica, il complesso rettiliano, che ha il mandato biologico di riproduzione e di sopravvivenza. A tutti i costi. E' il sistema dei rettili: un coccodrillo non pensa, non ha emozioni, ha solo questi due mandati. Anche noi abbiamo nel nostro cervello una parte che funziona in questo modo. Ed è giusto che sia così; è una cosa buona perchè ci garantisce la sopravvivenza.

Ma poichè siamo più evoluti di un coccodrillo, abbiamo anche il sistema limbico, sede delle emozioni quali strumento di conoscenza dei nostri stati interni, e grazie al quale possiamo riconoscere il conspecifico attraverso modalità innate (attaccamento, accudimento, agonismo, cooperazione, sessualità sociale, affiliazione al gruppo). Il mandato è più complesso rispetto a quello di un rettile: è riproduciti e sopravvivi in connessione con gli altri membri della tua specie.

Ma anche questo non basta a descrivere il nostro modo complicato di funzionare: l'evoluzione ci ha permesso di avere la neocorteccia, di cui abbiamo molte conoscenze, ma troppo poche per comprendere pienamente il funzionamento della nostre mente. Il linguaggio, il senso del tempo, il cervello narratore, la teoria della mente, la metacognizione sono gli strumenti nuovi che abbiamo a disposizione, insieme a quelli vecchi. Abbiamo nuove modalità, per esempio il valore personale (quante persone hanno un problema di autostima?), la libertà, la verità, il potere e l'amore. Il nuovo mandato è arricchito: dobbiamo diventare noi stessi e attribuire significato a cosa accade per poterlo poi condividere con gli altri.

Per noi esseri umani è indispensabile riuscire ad integrare questi tre livelli.

E' quando non riusciamo a tenere insieme queste tre parti che si verificano disastri come l'ultimo fatto di cronaca a Lione.

Il problema è che nessuno si prende la briga di insegnare ai bambini e ai ragazzini che abbiamo un coccodrillo nel cervello, che di per sè è una cosa buona e che ci serve, e neppure a nominarlo e ad usarlo. Senza il controllo delle nostre emozioni, e senza la nostra razionalità e della comprensione della mente altrui (metacognizione) questo coccodrillo combina veri e propri disastri.

Quando la nostra mente non riesce ad integrare questi tre livelli e a tenere insieme il vecchio con il nuovo, emerge la parte rettiliana che ha solo desideri e voglie e cerca solo di raggiungere questi obiettivi.

Si tratta di un desiderio sessuale?

No. Gli etologi sono bravissimi a fornirci la risposta a questa domanda. E' l'eccitazione del cacciatore, presente in homo sapiens, che nulla ha a che vedere con la sessualità e con l'eccitazione sessuale.