Il “calo del desiderio sessuale” o “desiderio sessuale ipoattivo” sembra essere la disfunzione sessuale più dolorosamente presente nelle camere da letto degli italiani.
Il famigerato ormone correlato al desiderio è sicuramente il testosterone, ma da recentissime ricerche sembra che anche l’ossitocina, ormone invece dell’attacccamento, sia responsabile del desiderio sessuale.

L’ossitocina, è l’ormone dell’attaccamento, dei legami d’amore e d’affetto, abbondantemente presente nelle donne, nel dopo parto, durante la fase dell’allattamento.
Solitamente però, l’alta percentuale di ossitocina, che si sostituisce, anche se non del tutto, al testosterone, causa un calo del desiderio sessuale transitorio nella donna, nella delicata fase del dopo parto.

Nell'ultimo numero del “Journal of Sexual Medicine”, è stato riportato da un gruppo di ricercatori californiani, uno studio abbastanza innovativo.

Somministrando l’ossitocina sotto forma di spray nasale ad un paziente maschio, due volte al giorno, i medici hanno notato un certo miglioramento nella fobia sociale correlata alle relazioni a due ed un notevole aumento della libido.
Dopo le pillole dell’amore, adesso anche lo spray nasale.

Mi chiedo e vi chiedo, cosa porterà questa medicalizzazione estrema della sessualità? Sarà un bene o un male? Farà parte delle auto-prescizioni o sarà necessaria una diagnosi clinica?
Se al posto del calo del desiderio, ci fosse noia, depressione, crisi di coppia, altre disfunzioni sessuali, altre patologie organiche, lo spray sarebbe "risolutivo" o "sostitutivo"?

Arriverà anche il viagra al femminile, così per ogni possibile disfunzione, sembrerà esserci una possibile pozione magica.
La sessualità umana è talmente complessa e variegata che la sua funzionalità o disfunzionalità necessiterebbe sempre più di una diagnosi clinica.

Sarebbe interessante saper cosa ne pensano i colleghi che si occupano di sessualità.