Nella vita ci troviamo ad affrontare zone difficili, di crisi personale. Ciò può essere dovuto ad un cambiamento importante come un matrimonio, l’avere un figlio, la perdita di un lavoro, la perdita di una persona importante etc. A volte tuttavia non c’è un evento particolare ma ci si trova a vivere una condizione interna, una specie di presa di coscienza che la vita non abbia più molto senso. In questi momenti si possono sperimentare vissuti di insoddisfazione, tristezza e malessere generale. Ci si può sentire confusi, arrabbiati  e si può anche rischiare la spirale della disperazione senza speranza.

Lo psicologo Dan Levison ha osservato che non ha mai incontrato nessuno che non era passato attraverso almeno una grave crisi durante la  vita adulta.

Circa 40 anni fa lo psicologo Elliot Jacques aveva parlato di una crisi in particolare, quella che lui chiamò “crisi di mezza età”. Interessava le persone intorno ai 35 anni , che  corrispondevano alla metà  della vita media, allora calcolata di circa 70 anni.

Questo dato oggi risulta cambiato: gli studi condotti da Carlo Strenger di Israele Tel Aviv University dimostrano che le persone di quella stessa fascia di età  risultano più felici ed equilibrate di quanto non fossero 20 anni più giovani.  Strenger attribuisce questo cambiamento a vari fattori, tra i quali  una aspettativa di vita più lunga, un livello più alto di istruzione e una accresciuta consapevolezza di se stessi. Il periodo dei 40- 50 anni rappresenta oggi il momento più propizio per la realizzazione di molti progetti e desideri che negli anni precedenti erano stati rimandati; rappresenta spesso il periodo  in cui le condizioni economiche e la qualità della vita tendono a migliorare.

Anche se la crisi di mezza età non appare oggi confermata come fenomeno generale e anche se i cambiamenti di vita individuali e  sociali sono notevoli, la vita di ogni persona contiene certamente delle fasi critiche. Di che cosa si tratta?

Il momento di “crisi” è un delicato ed importante momento di cambiamento. E’ la fase di transizione tra un livello di funzionamento ed un altro. E’ un processo di trasformazione.

La crisi personale è spesso un catalizzatore di cambiamento. La concentrazione sulla soluzione dei problemi apre la strada a nuove prospettive e risorse. In questo modo la crisi può essere un importante agente di cambiamento.

Questa specie di “riorganizzazione interna” è assolutamente  necessaria ad un buon funzionamento personale.

Pensiamo solo ai sogni della giovane età, alla scoperta di un mondo in cui ci si appresta a sperimentare e ad affermare se stessi. E pensiamo invece all’età in cui verifichiamo le malattie delle persone più care, viviamo la morte attraverso le perdite dei genitori o di persone intime senza più schermi protettivi, senza quelle invisibili, parziali ed impalpabili anestesie che aiutano magicamente in età più giovani.

Ebbene, tanti sono i cambiamenti interni che un essere umano si trova ad affrontare nel corso della sua vita: nei suoi desideri e nelle sue delusioni; nei suoi amori e nelle sue perdite; nei suoi successi e nei suoi fallimenti.  Spesso le relazioni sono destinate a chiudersi, se per es. si è esaurito il percorso di crescita potenziale e possibile nel rapporto con l’altro; tali separazioni possono essere dolorose e difficili ma inevitabili in vista di una evoluzione successiva. E che dire dei cambiamenti fisici? Il corpo, con le sue trasformazioni, ci ricorda che si va  inesorabilmente e irreversibilmente  in un processo di invecchiamento. Spesso l’angoscia, la non accettazione di questi cambiamenti producono comportamenti ossessivi a carico del proprio corpo, della sessualità e del piano estetico.

Quanto più l’individuo sarà capace di  modificare il paradigma interno, cioè quanto più sarà capace di vivere e superare una situazione di crisi, tanto maggiore sarà la crescita personale.

La crisi è pertanto una risorsa. E’ una fase senza la quale la vera trasformazione e il vero cambiamento non sono possibili.

Ma una crisi è anche un processo personale molto complesso. Può coinvolgere emozioni ed aree interne rimaste irrisolte e alle quali era stato comunque trovato un equilibrio alternativo. Può diventare molto faticoso e doloroso il processo di risoluzione. In questi casi è molto utile l’aiuto di una psicoterapia che permetta alla persona di riprendere in mano la situazione, di vedere chiaro dove invece c’è confusione, di districare i fili importanti che erano sfuggiti.

In alternativa alla soluzione,  la persona può cercare sollievo in cambiamenti esteriori. Si possono cercare  piacevoli sensazioni ad es. nell’acquisto di una nuova auto, di una moto, di qualcosa esterno che appaghi  e faccia sentire bene. Gli esperti di marketing e pubblicità sanno bene quanto il loro mercato sia fondato sui bisogni, soprattutto inconsci, dei clienti potenziali…. Si possono anche sviluppare, come dicevo sopra, attenzioni eccessive  per la propria immagine e la conseguente ricerca ossessiva di conferme esterne.   Si tratta di meccanismi lenitivi che comunque danno sollievo e allontanano, momentaneamente, dal problema reale. Queste vie alternative, sostitutive, possono anche durare per tutta la vita senza che la persona ne abbia il minimo sospetto. Possono cioè rappresentare, malgrado tutto, un tampone funzionale. Oppure possono solo rimandare la crisi che, in questi casi, è sempre dietro l’angolo e come ogni spettro da evitare, produce inconsapevolmente  continue   azioni e tentativi di copertura.