La sessualità oggi, non gode affatto di buona salute, soprattutto nella sua accezione coniugale.
Tra i disagi sessuologici , che abitano più frequentemente le camere da letto degli italiani, il calo del desiderio o desiderio sessuale ipoattivo, sembra essere il più ridondante.

Paradossalmente in un’epoca caratterizzata da una libertà sessuale assoluta, dal tutto e subito , il desiderio sessuale invece, non trova elementi per la sua sopravvivenza, così spesso la sua estinzione anticipata, caratterizza la vita sessuale della coppia.

La società in cui viviamo, con le sue dinamiche, caratteristiche e dimensione di immediatezza, sembra essere la più consona per la realizzazione dei nostri desideri.
In realtà, oggi non siamo più “soggetti desideranti”, cioè che “tendono verso”, ma siamo portati a realizzare ogni nostro desiderio, che sia materiale o sessuale, senza che questo abiti a lungo dentro di noi.

La dimensione desiderante, sembra ormai essere stata smarrita ed a mio avviso, correla con questa pandemia di pensionamento anticipato del desiderio sessuale.
Quando si parla di desiderio sessuale, fattori storici, antropologici, educativi, diadici, psichici, ematici , di salute psico-fisica, si intersecano tra di loro e necessitano tutti un ascolto ed una competenza specifica, per potere essere decodificati e trattati adeguatamente.

Oggi, in questo complesso momento storico, fare\essere genitori è davvero complesso e faticoso
I genitori solitamente, tendono a spostare l’attenzione del loro fare educativo, più sull’essere amati, che sull’educare, più sul proteggere , che sul sopportare i conflitti , più sull’appagamento immediato, che sulla dimensione dell’attesa.

Spesso interventi di tipo supportivo e sostitutivo, impediscono agli adolescenti di sbagliare, di sperimentarsi, di vivere il giusto tempo per poter fare esperienza ed azzerano il tempo dell'attesa e del desiderio.
In quest’ottica, i giovani di oggi, non tollerano affatto le frustrazioni, le attese, le sconfitte , gli andirivieni dell’esistenza di questa difficile tappa evolutiva.

L’archeologia del desiderio sessuale, parte da molto lontano, dall’infanzia, dall’educazione ricevuta, dalla “dimensione desiderante” che viene o meno interiorizzata con la crescita e, soprattutto dalla capacità di investire, nutrire, concimare e vivificare i legami, nonostante il tempo, tenda ad impolverarli o peggio ancora , a sostituirli!

Ma è possibile mantenere elevato il desiderio sessuale, all’interno della stessa coppia?
Lo sconosciuto, l’altro/a diventano indispensabili per riaccendere le luci rosse in camera da letto?
La stabilità amorosa è obbligatoriamente la tomba del sesso?
E’ possibile ancora desiderare il desiderio?

Quando all’interno di una coppia, lentamente, ma con modalità minacciose, si insinua un calo del desiderio sessuale, questo andrebbe in prima battuta ascoltato, attenzionato, decodificato, contestualizzato e letto, come se si leggessero i sottotitoli di un film.

Bisognerebbe comprendere se l’assenza di desiderio è generalizzata, se investe anche l’autoerotismo, se correla con cause ginecologiche\andrologiche, con particolari tappe della vita e della coppia e, se il desiderio poi tende a riaccendersi in altri talami, oltre il confine geografico del matrimonio.

Spesso le coppie, credono che la sicurezza sentimentale, si paghi in svalutazione erotica, pensiero talmente radicato nell’immaginario collettivo, da fare parte dell’affollato mondo dei luoghi comuni.
Empatia, capacità d’ascolto di se stessi e dell’altro, dialogo, erotismo, dimensione giocosa e ludica, sono le ancelle di una relazione di coppia intima ed armoniosa e del mantenimento in vita del desiderio sessuale.