Un concetto divenuto di straordinaria importanza negli ultimi due decenni, è il Mild Cognitive Impairment (MCI) cioè il deterioramento cognitivo lieve: ad oggi è considerato come la fase precedente alla demenza, in cui almeno una funzione cognitiva comincia ad essere deficitaria. Il concetto di deterioramento cognitivo lieve è stato introdotto proprio per spiegare la fase di passaggio tra l’invecchiamento normale e il possibile sviluppo di una demenza.

Il deterioramento cognitivo lieve descrive le caratteristiche di anziani che non sono compromessi nel loro funzionamento quotidiano ma che hanno isolati deficit cognitivi e sono potenzialmente a rischio di sviluppare la Malattia di Alzheimer. È importante sottolineare però che non tutti i soggetti con compromissione cognitiva lieve svilupperanno necessariamente una demenza.

La letteratura distingue due tipi di deterioramento cognitivo lieve: amnesico, dove si assiste come primo sintomo ad un deficit di memoria, e non amnesico, dove il declino intacca inizialmente una qualsiasi delle altre funzioni cognitive.

La possibilità di descrivere il profilo neuropsicologico di questo tipo di pazienti, rilevando il grado e la qualità di compromissione delle singole funzioni cognitive, può consentire una diagnosi precoce della demenza e permettere di realizzare tempestivamente gli interventi terapeutici, riabilitativi e assistenziali ad oggi previsti. Come capire se un anziano è affetto da deterioramento cognitivo lieve? È necessario effettuare una valutazione neuropsicologica accurata ad opera di un neuropsicologo esperto.