Il timore dei ragni o aracnofobia è una delle fobie più conosciute e diffuse.Se per molti rappresenta unicamente un senso di disgusto facilmente gestibile, per altri diventa un problema percepito come insormontabile. Al punto da imporre qualsiasi azione per evitare i ragni e ogni situazione in cui potrebbe presentarsi un loro incontro. Innanzitutto è necessario capire meglio quanto questa paura limiti la persona e soprattutto se è un timore che è presente da tempo nella propria vita.

Se la paura fosse iniziata unicamente da un episodio, se quindi l'evento traumatico fosse recente, anche poche sedute da uno psicoterapeuta a indirizzo cognitivo comportamentale, con tecniche di esposizione guidata alla situazione temuta e/o l'uso di un protocollo EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing), potrebbero bastare. Se invece la sola vista di un ragno fa riaffiorare un timore che è sempre stato presente, sarebbe utile un percorso più esteso (dalle 12 alle 16 sedute) sempre di psicoterapia cognitivo comportamentale. In questo caso, oltre all' esposizione (per immagini o in altro modo) ai ragni, sarà utile scoprire cosa la persona pensi nei momenti di maggior timore e modificare i pensieri che mantengono la sua paura. Nei momenti in cui pensa ad un ragno o lo vede o pensa che potrebbe incontrarlo, infatti, la persona potrebbe pensare che succederà qualcosa di terribile e che probabilmente sarà difficile farvi fronte.

Bene, la terapia servirà proprio a questo. Togliere la sensazione di "catastrofe imminente" e quella certezza di non potercela fare. E' indicata anche una parte psicoeducativa riguardo l'ansia e le fobie specifiche nella fase iniziale con tecniche di rilassamento che potranno, in caso, essere utilizzate anche in altri contesti. Ricordo che i ragni hanno molta più paura di quanta la persona fobia ne abbia di loro e spesso siamo portati a temere ciò che non conosciamo. Inoltre, i ragni alle nostre latitudini non sono in grado di mettere a repentaglio la vita dell'uomo. Alcuni poi, temono l'imprevedibilità di un animale che, per la persona con fobia specifica, può apparire seriamente mostruoso, con il suo corpo massiccio e le zampe più sottili.

Sempre con un protocollo cognitivo comportamentale, ho sperimentato la realtà virtuale ed esposizioni a immagini e filmati di ragni con strumenti di videoproiezione oppure occhiali 3D che si sono rivelati buoni ausilii per la gestione di questa problematica.

Ad ogni modo, anche le tecniche classiche, sempre a matrice cognitivo-comportamentale, sono valide e affidabili.

Emanuel Mian