Si sente sempre più spesso questo termine: STALKER. Ma qual è l’identikit di questo soggetto?

Lo stalker è un molestatore assillante che genera nella vittima uno stato di ansia e può far temere di subire aggressioni fisiche, esasperazione di una serie infinita di telefonate, messaggi o e-mail.

Non è facile da inquadrare: non è semplice gelosia, ma nemmeno un classico Disturbo Ossessivo Compulsivo.

Le neuroscienze si sono occupate di questo fenomeno, sempre più crescente: le forme distruttive di gelosia sono molto frequenti in alcuni disturbi psicotici, come la schizofrenia, nell’alcolismo, e in alcune malattie neuro-degenerative come l’Alzheimer.

Un gruppo di ricercatori dell’Università di Pisa, ha messo a confronto dati neurobiologici, neurologici e psichiatrici di persone sane con quelli di individui affetti da vari disturbi mentali, e dediti allo stalking. E’ stata scoperta un’anomalia nel funzionamento della corteccia prefrontale, un’area del cervello che fa da collegamento tra quelle in cui nascono le emozioni e quelle in cui si sviluppa il pensiero astratto: consente di conciliare le spinte emotive con la riflessione sulle conseguenze di un’azione impulsiva, portandoci a un comportamento socialmente accettabile. E’ a questo livello che nel cervello dello stalker avviene il primo errore.

La corteccia prefrontale è coinvolta anche nella capacità di riconoscere ed elaborare i sentimenti delle persone che ci circondano, consentendoci di immedesimarci e provare empatia. Qui avviene il secondo errore: un comportamento normale della vittima viene interpretato come un gesto di speciale attenzione, così che un comportamento successivo, finisce per essere visto come un torto verso lo stalker.

Vediamo ora i dati della diffusione dello stalking.

Secondo una ricerca condotta dall’Osservatorio Nazionale sullo stalking, il 20 per cento della popolazione, sperimenta nel corso della propria vita un episodio di stalking, e il 75 per cento delle vittime è di sesso femminile.

Per quanto riguarda il rapporto tra stalker e la sua vittima, il 55 per cento dei casi riguarda persone che hanno o hanno avuto una relazione di coppia, il 24 per cento persone che abitano nello stesso condominio, e il 15 per cento soggetti che condividono il posto di lavoro. Nel 5 per cento dei casi lo stalking avviene tra genitori e figli o tra fratelli. Molto rari sono i casi in cui lo stalker prende di mira un estraneo.

La prevenzione sarebbe utilissima, visto che i dati dell’Osservatorio nazionale sullo stalking riportano che oltre il 30 per cento dei molestatori ossessivi è recidivo.

 

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