La Corte Europea ha recentemente stabilito che il diritto dei nonni a frequentare i nipoti equivale a quello dei genitori; ma il caso in esame e l’esperienza ci mettono di fronte a forme hard e soft di "boicottaggio della frequentazione dei nipoti" tra genitori e nonni; tutti assistiamo a qualche forma di guerra fredda che si nutre di scambi di cattiverie, di dispetti, di rivalità, di svalutazione dell’altro; fino alla negazione di frequentare i nipoti.

Come può succedere ciò tra persone adulte, tanto vicine affettivamente?

 

Il peso della storia famigliare

I conflitti di oggi evocano il permanere, o il risorgere degli antichi conflitti di una volta, tra i genitori e i figli, ora ognuno con trent’anni di più, e dunque diventati nonni e genitori.

Si consideri che fra genitori e figli adulti è inevitabile che ci siano grandi o piccole differenze; ogni generazione percorre una propria strada, ogni generazione riceve degli input dal contesto sociale e storico in cui cresce, e quindi inevitabilmente si sviluppa in modo diverso da quella precedente.

Ciò non significa necessariamente “guerra fra le generazioni”, talvolta semplicemente implica collaborazione tra le generazioni per quello che ognuna riesce a dare.

 

Se però il genitore ha ancora dei sospesi con la propria famiglia di origine perché non ha risolto problemi di attaccamento e di distanziamento dai genitori, oppure perché li ha elaborati male, tutto ri-emerge nel reale e nel simbolico quando a sua volta diventa padre/madre; e soprattutto quando i suoi figli hanno relazioni affettivamente ricche con i loro nonni.

Ma queste problematiche possono esserci anche dalla perte dei nonni...!

 

L’oggi

Altre volte le relazioni tra nonni e genitori sono difficili perché la generazione più anziana tende a proseguire senza limiti di tempo nel proprio ruolo di genitore, esercitandolo allo stesso modo  con il figlio ormai adulto e con il nipote come avveniva nella famiglia di “una volta”.

Possono giungere a mettere in discussione e in dubbio il modo che il proprio figlio ha di fare il padre, frutto dell'elaborazione personale e della giovane coppia.

Non si rendono conto i nonni che, così facendo, sminuiscono l'autorità del genitore, ne mettono in dubbio la funzione di guida nei confronti del figlio, mantengono strettamente il cordone ombelicale, creano dissidi tra coniugi.

 

Ancor più drammatico è il “confronto tra donne” che si crea tra la neo-mamma e la nonna, soprattutto quando suocera e nuora.

La giovane mamma, che spesso fino a quel momento ha esercitato un lavoro fuori casa, desidera misurarsi con questa nuova e intensa esperienza. La nonna, proprio considerandola di poca esperienza, si propone senza essere invitata, dà consigli non richiesti, porta il minestrone “che piace tanto a mio figlio”. E, specie se suocera, dà origine a risentimenti ingombranti, che si approfondiscono se e quando la coppia, alla ripresa lavorativa della mamma, affida il figlio alla medesima.

Altra difficile situazione si riscontra con la separazione della coppia genitoriale: succede che uno dei due genitori ponga come condizione che il proprio figlio ("proprio" come "proprietà"...) non frequenti i genitori dell'altro.

 

Nonni contro

A dire il vero, ci sono anche nonni/nonne che hanno dimenticato da molto tempo di essere stati giovani; che non tollerano l’irrequietezza infantile e che rimproverano ai nipoti ogni minimo errore.

Altri che vivono male la libertà e l'intimità delle coppie d’oggi; l’invidia, il risentimento verso la vita, li porta ad essere pieni di acrimonia, acidi verso i figli e le nuore.

Ci sono nonni che hanno scordato di essere stati genitori e di tutte le difficoltà che si incontrano nell'educare un figlio; e che dunque non perdono occasione di sottolineare gli errori dei propri figli, ora divenuti genitori, anche di fronte ai nipoti.

 

Considerazioni

Un'eccessiva severità è dannosa per le relazioni quanto un’eccessiva debolezza.

Svalutare i genitori da parte di altri adulti - i nonni in questo caso - anche quando essi commettono seri errori nell'educazione, se fatta davanti ai figli sminuisce e compromette seriamente la loro autorevolezza, danneggiando quindi in realtà i piccoli che da loro sono educati. In tale modo questi “vecchi adulti” rappresentano solo un esempio negativo, portando i nipoti a intuire che neanche tra nonni e genitori c'è tolleranza e rendendoli abili nello sfruttare in modo opportunistico le discrepanze tra gli adulti.

 

Creare dissidi nella coppia neo-genitoriale mettendo il proprio figlio contro sua moglie - la nuora - è uno dei maggiori disastri che i nonni possono compiere, danneggiando contemporaneamente la coppia e la genitorialità.

Talvolta è per questi motivi che la coppia “si difende” dalla frequentazione dei nonni: per legittima difesa.

Ma occorre cercare strade differenti, che difendano pure il diritto dei nonni.

Esse possono essere: far pace interiormente con i propri genitori, consolidare la coppia considerandola ormai “la propria famiglia”, coltivare le competenze e la fiducia nelle proprie capacità genitoriali, affidare il proprio figlio ai genitori/suoceri baby sitter nella piena consapevolezza che - di fronte al risparmio economico - ci sono altri prezzi da pagare.

 

Leggi la prima parte su: Nonni-nipoti: la legge li tutela. E la psicologia?

 

Fonte

 

 

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