L'Amore crea "noi" senza distruggere "me".

Leo Buscaglia.

Con il termine "schiavo d'amore" si intende una dimensione di profonda ed amorevole appartenenza ad un partner; questa condizione ha una caratteristica di "piacevole sofferenza": la piacevolezza è data dall'amore provato, mentre la sofferenza correla con la dimensione di sperimentata schiavitù.

Le pratiche sado-masochistiche sono ormai di dominio comune ed anche molto alla moda - a seguito del successo editoriale e cinematografico “Cinquanta sfumature di grigio”'- ma non appartengono alla categoria diagnostica delle parafilie, più comunemente dette perversioni sessuali.

Quando si tratta di sessualità non si può parlare di mode, perché non trattasi di un bel soprabito da indossare per un'occasione importante, ma di entrare in un universo - spesso sotterraneo, al di sotto del livello di coscienza - poliedrico e dalle infinite sfumature psichiche ed emozionali.

Personalmente non credo esistano “mode”, ma reali esigenze psichiche/relazionali/sessuali e copioni comportamentali, che assolvono a bisogni profondi, spesso di tipo affettivo/relazionale.

Un comportamento sessuale non può essere emulato a seguito di una lettura più meno appassionante, ma per essere vissuto appieno deve obbligatoriamente correlare ad un’infinita gamma di sfaccettature interiori, psichiche ed ovviamente diadiche.

 

Un po' di storia

Storicamente alcuni importanti psicoanalisti hanno interpretato il BDSM come la prova tangibile di una condizione psicopatologica sottostante, da correlare talvolta ad esperienze traumatiche infantili ed a conflitti irrisolti - ancora dolorosamente presenti nella psiche - traslati poi nelle relazioni di chi le sperimenta.

(Stolorow, 1975; Valenstein, 1973, Bychowsky, 1959; Valenstein)

Oggi sappiamo che non è sempre così.

Nel BDSM si distingue un dominante, definito anche Master o Mistress, ed una o un dominato, definito anche Slave.

Questi ruoli raramente sono intercambiabili, perché dipendono dalle più profonde inclinazioni della psiche: la stessa persona solitamente assume sempre lo stesso ruolo perché consono alla sua struttura di personalità ed alle sue inclinazioni sessuali, oltre che alla sua storia di vita, d'amore ed ai luoghi della sua infanzia.

Quando un partner dominante incontra un partner sottomesso e viceversa, questo non capita per caso, solitamente si riconoscono tra mille anime.

Tra di loro si instaurerà una relazione intima e la dimensione di consensualità sarà il punto chiave che permetterà loro di vivere in maniera serena e ludica una relazione affettiva/sessuale senza pericoli per la salute psico/fisica.

La distinzione tra sadico e masochista non è dalla facile e manichea lettura

Erroneamente si crede che il masochista sia il vero succube/sottomesso, cioè colui che subisce passivamente le "richieste' del sadico e che il vero carnefice sia invece il sadico.

In realtà non è così, perché può anche capitare che le regole del gioco vengano dettate proprio dal sottomesso mentre il dominante accondiscende ai suoi desideri più profondi.

Paradossalmente possiamo affermare che le pulsioni del dominante derivino proprio dalla "volontà ancestrale" di prendersi cura dell'altro, di proteggerlo e di tenerlo dentro di sé al riparo dal mondo; mentre il sottomesso viene mosso dal bisogno di tenere costantemente sotto controllo l'ambiente circostante, le relazioni e soprattutto l'affettività, soltanto grazie alla relazione imparerà a lasciarsi andare, perdendo il controllo ed avendo accesso alla sfera del piacere.

 

Piacere e dolore

Le dinamiche di potere e di dominio del bondage, danno vita a giochi dolorosi e le fustigazioni per il corpo - ma soprattutto per la psiche - sono caratterizzate da dinamiche in cui “il sadico o carnefice" si fa forte delle proprie debolezze e le "vittime" si fanno deboli della loro forza (Stoller).

In questo gioco dellodio e dellamore, propedeutico ed indispensabile per accedere alle emozioni più profonde ed alla dimensione del piacere, nulla deve essere improvvisato, le emozioni e le sensazioni passano dal “filtro del rituale” e della “sperimentazione sicura” di un nuovo sentire, dove dolore e piacere si mescolano insieme in un pericoloso vortice che spesso porta alla dipendenza psicologica e diventa l’"unico” tramite per accedere alla vita a due.

Le inclinazioni del bondage solitamente rappresentano una vera e propria "prigione unica e ripetitiva" oltre la quale la dimensione del piacere è del tutto sconosciuta, se non impossibile da vivere.

Roland Barthes, in "Frammenti di un discorso amoroso", scriveva in maniera molto evocativa: "ho male all'altro", enfatizzando la "dimensione fusionale" di alcune coppie.

 

I limiti nel BDSM

Nella pratica del BDSM troviamo alcuni temi da dover analizzare con cura, uno tra questi è il "concetto del limite", cioè cosa è possibile far rientrare nel gioco di coppia e cosa no, in termini di intensità e di scenario, di situazione e di disciplina.

Il BDSM dovrebbe essere un "luogo" di sperimentazione soltanto per adulti responsabili, i quali decidono di esplorare possibili territori vietati.

Il concetto di limite nel bondage serve proprio a far si che una scena erotica rimanga un'esplorazione simbolica per quanto intensa e non diventi una forma di violenza o abuso, anche e soprattutto per il patto di consensualità che esiste tra i due partners.

 

“Dove e come” nasce il masochismo

Per comprendere a fondo le tematiche masochistiche dobbiamo partire dai luoghi dell'infanzia.

I protagonisti di queste "esigenze" psico/fisiche sono bambini che, sin da subito, sono stati - solitamente - umiliati e mortificati, picchiati o sgridati ingiustamente, mai gratificati ed adeguatamente amati, senza possibilità alcuna di modificare questo copione e soprattutto senza poter ricevere quelle indispensabili gratificazioni, bagaglio importante per una futura relazione di "coppia simmetrica e paritaria".

La rabbia e la diffidenza per questi piccoli diventa poi un compagno di viaggio e di vita, e viene spesso introiettata; il masochismo, infatti, diventa poi la vera salvezza per la sofferenza provata.

Il bambino a seguito dei rimproveri e delle umiliazioni, vivrà in uno stato di frustrazione e l'amore che riceverà - o non riceverà - dalla madre, dipenderà dalla sua bravura e capacità di essere obbediente.

 

Il significato simbolico delle corde

Spostando lo sguardo dalla sessualità al suo significato simbolico, possiamo notare che il bondage correla - paradossalmente - con una dimensione di affettività e di accudimento.

Può sembrare assurdo, ma dai racconti anamnestici dei miei pazienti, emerge spesso che l'essere legati viene vissuto come una forma di “abbraccio” importante e prolungato.

Le corde vengono sentite e percepite come una sorta di "estensione delle braccia e della mente" del partner dominante - di colui che gestisce il gioco - per tal motivo il partner sottomesso può lasciarsi accarezzare senza opporre alcuna resistenza e può esplorare le proprie sensazioni e la propria sessualità, senza paura e soprattutto senza controllo.

Ricapitolando: quello che per alcuni può essere vissuto come limitante - essere legati ed immobilizzati - per altri è invece rassicurante, indispensabile e funge da contenimento psichico.

Le corde, quindi, rappresentano un abbraccio e fanno sentire il partner tenuto e trattenuto.

 

 

Qualche regola

Le regole che caratterizzano queste pratiche erotiche solitamente sono le seguenti:

 

1-La consensualità.

Il "sottomesso" acconsente di essere tale, esprime la sua volontà di incarnare questo ruolo ed i limiti e le regole del rapporto vengono definiti aprioristicamente sulla base di un accordo rassicurante accettato da entrambi i partners.

Nei casi estremi il sottomesso può ritirare il suo consenso in qualsiasi momento della relazione.

2- Le "safe word" (o "parola di sicurezza")

Questa parola - o gestualità condivisa - quando viene esternata, consente al partner passivo di interrompere in qualsiasi momento la pratica erotica, per evitare rischi psichici e fisici.

3-La flessibilità nei ruoli.

Nel BDSM ogni partner è libero di scegliere il ruolo che trova più consono alla sua personalità ed alle sue inclinazioni ed anche cambiarlo a seconda del partner (solitamente avviene di rado).

Nessuno e' completamente dominante o sottomesso, le parti psichiche si intersecano e si scambiano.

Solitamente il "ruolo" scelto è espressione di una inclinazione psicologica, non segue mai una moda momentanea, ed è destinato a durare nel tempo.

4- La soddisfazione reciproca

Solitamente l'obiettivo è il piacere (psico-fisico) di entrambi i partners.

Talvolta però il piacere sessuale di un partner è limitato o procrastinato in funzione del piacere dell'altro, in questo caso la soddisfazione del partner sottomesso è soprattutto di tipo psicologico.

 

Le tre regole fondamentali e necessarie del BDSM e i principi fondamentali per la sicurezza delle sue pratiche possono essere riassunti con la formula inglese Safe, Sane, Consensual (SSC) che può essere tradotta in italiano con Sicuro - Sano - Consensuale.

 

Il piacere - non solo sessuale - provato con il BDSM è dato dallo scambio di potere che avviene fra il dominante ed il sottomesso, dove la sottomissione/umiliazione del sottomesso nutre il dominante, esaltando la sua sensazione di potere; il sottomesso invece prova piacere dall'assenza di potere, dalla sensazione di impotenza e dall'immobilismo, oltre che dalle stimolazioni erotiche che il dominante elargisce come dono.

Può capitare che nel tempo il sottomesso possa richiedere pratiche sempre più audaci, ma il dominante può anche tirarsi indietro perché i suoi sentimenti glielo impediscono.

In questo caso l'eccesso di coinvolgimento diventa un rallentatore del bdsm.

Il legame d'amore che si crea nella coppia " dominante/sottomesso" è un legame importante, spesso forte, di appartenenza che crea spesso dipendenza psicologica.

 

Qualche nota psicoanalitica

La relazione oggettualeche la coppia sadomasochistica instaura, soddisfa l’esigenza di fusionalità, di intimità e di controllo onnipotente dell'altro e sull'altro.

Nel bellissimo libro Tecniche dellintimità” di Masud Khan, sostiene che nella relazione sadomasochistica non vi è reciprocità, ma un coesistere di istanze fusionali e distruttive, cioè un’ambivalenza diversamente modulata - sia nel senso della seduttività che della fascinazione che ovviamente della collusione; trattasi infatti di partners che si riconoscono tra mille e si scelgono in funzione delle proprie mancanze, che spesso possono trasformarsi in una distruttività impulsiva e molto pericolosa.

Il masochista è solitamente fragile, insicuro, dipendente e volto a creare dipendenza.

Vive l'amore nel tentativo di realizzare una fantasia primitiva ed illusoria di ritorno alla "fusione" con l'oggetto primario.

Più aderirà alle richieste dell'altro è più sarà amato, fino a sacrificare del tutto se stesso.

La coppia sarà un folle laboratorio emozionale per realizzare la "fusione perfetta".

Il partner masochista solitamente accoglie immediatamente dentro di sé i fantasmi sadici dell'altro partner permettendone così la realizzazione, sempre nel tentativo masochistico di mantenere l’illusione dell’unione fusionale.

Il partner sadico diventa un deposta interno, da lì a breve, occuperà tutto lo spazio psichico possibile.

Contrariamente a quanto si può immaginare, questi amori regalano l'opportunità di entrare in contatto con parti sconosciute di sè e dell'altro, per attuare il proprio destino sentimentale, al di là ed oltre il gioco erotico.

La coppia sadomasochistica sul piano psichico - non solo fisico - è una coppia candidata alla sofferenza perché non riesce in nessun modo a trovare il giusto equilibrio tra separatezza e fusione.

Quando i comportamenti sado-masochistici si cronicizzano, hanno come obiettivo - paradossale - di tenere insieme la coppia che altrimenti si separerebbe.

Talvolta, nei casi più estremi, abbiamo sentito dire o visto in tv, di coppie che rimangono insieme non più nella vita ma nella morte: tentativi di suicidio, omicidio, suicidi a due, comunque morti che "legano" a vita le coppie che altrimenti sarebbero destinate alla separazione.

 

 

 

 

Bibliografia:

 

  • Stoller 1895 “Observing the erotic imagination”. Yale UniversitàPress, New Haven
  • Salvo “1997, “Perversioni al femminile”Mondadori Milano
  • Selvini “Psicologia clinica”Padova.
  • Norwoord 1985 “Donne che amano troppo”Feltrinelli MIlano
  • Buñuel, L.:Dei miei sospiri estremi. Tr. It. D.Selavatico Estense, Rizzoli, Milano, 1983
  • . Carignan L.: The secret: study of a perverse transference. Int J Psychoanal., 80:909-28, 1999. Chasseguet Smirgel J.: Creativitàe Perversione. (1985) tr. it. M. Magnino, Raffaello Cortina, Milano, 1987.
  • Clerambault de G.G. (1920): Il tocco crudele. La passione erotica delle donne per la seta, a cura di T.Villani, Associazione Culturale Mimesis, Milano, 1994.
  • Freud S.: Un bambino viene picchiato. Contributo alla conoscenza delle perversioni sessuali.(1919) Tr.it. In. Opere, Vol. 9, Bollati Boringhieri, Torino, 1977.
  • Fonagy P. (2001) Uomini che esercitano violenza sulle donne: una lettura alla luce della teoria dell'attaccamento
  • Film:
  • "Il cacciatore di anoressiche"èun romanzo autobiografico scritto da Marco Mariolini nel 1997 e pubblicato a Rho dalla casa editrice Edicom.