Essere uccisi perchè scambiati per qualcun altro, o perchè usati da scudo o da tramite per avere informazioni sul boss del quartiere, o perchè coinvolti per caso in un conflitto a fuoco tra bande, o perchè ci si trovava nel posto sbagliato nel momento sbagliato...

Non è la trama di un film, ma una tragica e cruenta realtà che, solo in Campania, ha interessato più di 300 persone che, così, hanno perso la vita, senza contare i feriti, più fortunati.

Sono le vittime innocenti della camorra, vittime del degrado, dell'assenza dello Stato, di una sub-cultura che puzza di illegalità, di ingiustizia, del potere ad ogni costo di pochi, anche se a scapito del bene di molti.

Chi se ne occupa di coloro che restano, dei familiari di queste vittime che, in maniera tragica, violenta e improvvisa, si sono visti strappare alla vita un padre, una madre, un figlio, un fratello?

Nessuno, certo, potrà curare quella ferita.

Nessuno, certo, potrà ricucire lo strappo e colmare il vuoto lasciato da quella perdita, ma come psicologi abbiamo il dovere, non solo professionale, ma anche etico e sociale, di rispondere ad una richiesta di aiuto che è necessaria.

E' in tale ottica che l'Ordine degli Psicologi della Regione Campania ha firmato per la seconda volta un protocollo di intesa con la Fondazione Pol.i.s. (Politiche integrate di sicurezza per le vittime innocenti della criminalità e i beni confiscati), grazie al quale sarà possibile offrire assistenza psicologica gratuita e una successiva presa in carico di più lunga durata a tutti i familiari delle vittime innocenti della criminalità.

Sono circa 150 i colleghi psicologi (tutti abilitati all'esercizio della Psicoterapia ai sensi degli art. 3 e 35 Legge 56/89) che fanno parte della shortlist, direttamente consultabile dai siti dell'Ordine e della Fondazione Pol.i.s., impegnati nell'offrire un primo supporto di 4 incontri e, in un secondo momento, se necessario, una psicoterapia vera e propria.

Tale iniziativa è pensata non solo per intervenire direttamente nelle situazioni in cui il lutto e i vissuti traumatici associati sono troppo difficili da contenere e da elaborare, ma anche per prevenire che la mancata elaborazione della perdita possa condurre ad un disagio e a malesseri marcati sul lungo termine.

Tenere la ferita emotiva "pulita"...e lavorare pian piano nel rispetto dei tempi e delle modalità di ciascuno affinchè si creino le condizioni per una corretta cicatrizzazione: questo è il nostro lavoro! Tutto ciò passa attraverso una serie di fasi, tra cui, fondamentale, quella in cui si fa sì che la memoria del defunto non si trasformi in un'ossessione e che questa terribile parentesi della propria esistenza non impedisca di continuare a vivere in maniera serena, liberi dal senso di colpa, dalla rabbia, dalla sete di giustizia.

L'elaborazione del lutto è un processo e, come tale, richiede tempo. E' per questo che si è pensato di non limitare l'intervento a pochi incontri e di offrire un percorso che, attraverso un attento lavoro su di sè, sulla propria storia e sul legame con la persona defunta, consenta di recuparare pian piano la serenità perduta.