Dall’asilo di Pistoia (vedi) a quello di Pinerolo (vedi) , passando per Casarile e Catania. Cosa succede negli asili nido italiani?

Un bambino spogliato e tenuto con la testa sotto l’acqua corrente (vedi), un altro legato e trascinato come (neanche) un cane al guinzaglio come punizione per aver fatto pipì dove e quando non avrebbe dovuto (come si capisce dal rimprovero che le maestre gli urlano contro nel video).

Ma anche insulti e aggressioni fisiche, a volte riprese grazie al lavoro della polizia, altre volte raccontate dai bambini e sospettate dai genitori che hanno riscontrato comportamenti strani e aggressivi da parte dei piccoli.

Si tratta ovviamente di pochi casi, ma molto significativi perché esplicativi di quali situazioni si possono creare quando i bambini sono affidati a persone non adeguatamente preparate, prive di supervisione psicologica e dell’equilibrio mentale necessario per svolgere un lavoro che può essere decisamente stressante per chi non ha la necessaria predisposizione ad occuparsi di bambini molto piccoli.

 

COME POSSONO TUTELARSI LE FAMIGLIE?

La necessaria premessa è che le situazioni come quelle sopra citate non rispecchiano ciò che avviene abitualmente negli asili nido. Sarebbe impensabile il contrario, ma per quanto i casi emersi siano limitati è importante non sminuirne la portata perchè si tratta di episodi gravissimi, che ledono la serenità di persone troppo piccole per potersi difendere.

La tenerissima età dei bambini che frequentano il nido può infatti portare educatrici poco equilibrate a pensare che non siano in grado di testimoniare su eventuali abusi e maltrattamenti, e che perciò le loro eventuali malefatte non saranno mai punite. E questo non agevola in loro la formazione di particolari remore a comportarsi in maniera inaccettabile.

Posto che non sarà mai possibile prevenire il 100% degli abusi, può essere importante scegliere quelle strutture che garantiscono la presenza di psicologi che possono monitorare la situazione, aiutare le maestre sull’orlo di una crisi di nervi e intervenire efficacemente qualora inizino a verificarsi episodi degni di attenzione.

Il rischio è infatti che non solo le maestre possano non essere adeguatamente preparate e selezionate, ma anche che quando la situazione sfugge di mano non vi siano esperti ai quali le educatrici e i genitori possano rivolgersi.

Un asilo nido che prevede la presenza costante di psicologi da questo punto di vista può essere considerato più sicuro di quelli che non la prevedono.

 

COME ACCORGERSI CHE QUALCOSA NON VA?

I bambini che frequentano il nido sono molto piccoli, e possono non essere in grado di esprimere a parole il proprio disagio e di raccontare in maniera chiara e coerente quello che sta accadendo. La stessa cosa può però essere valida per bambini che frequentano la scuola materna.

I genitori devono perciò prestare attenzione ad una serie di segnali che possono indicare che il bambino sta subendo abusi e/o maltrattamenti:

- cambiamenti nel comportamento con esibizione di aggressività (es.: il bambino picchia le bambole o i peluche, o inizia ad azzuffarsi con fratellini o amici)

- giochi che rappresentano quello che accade all’asilo (es.: il bambino maltratta o apostrofa i propri pupazzetti come viene maltrattato o  apostrofato dalle educatrici/maestre, in particolare alla scuola materna)

- estremo disagio al momento di prepararsi o di entrare all’asilo (es.: pianto inarrestabile assente in precedenza, vomito)

- inappetenza

- disturbi del sonno e incubi (se in precedenza dormiva tranquillamente)

Gli adulti che si occupano del bambino hanno quindi la possibilità di rendersi conto se il piccolo sta soffrendo per qualcosa che accade all’asilo, specialmente se cambiando asilo la situazione cambia e se nei periodi in cui non lo frequenta ritorna ad essere tranquillo.

Può però capitare che un bambino che ha subito maltrattamenti senza poter reagire divenga aggressivo se inserito in un nuovo asilo, dove si sente protetto e può sfogare quanto accumulato in precedenza. Anche per questo la presenza degli psicologi è fondamentale per la gestione di situazioni così delicate, per non far etichettare il piccolo come "problematico" e segnare negativamente il suo futuro.

 

COSA FARE QUANDO SI SOSPETTANO ABUSI?

E’ utile cogliere i segnali senza farsi prendere dal panico, e confrontarsi il prima possibile con altri genitori di bambini che frequentano lo stesso nido (o asilo) per scoprire se anche altri bambini hanno manifestato segni di disagio o comportamenti anomali.

Una verifica empirica può essere effettuata tenendo il bambino a casa per un periodo o cambiando asilo, per verificare se l’allontanamento dall’ambiente dove potrebbe aver subito maltrattamenti porta dei cambiamenti.

E’ molto importante anche consultare uno psicologo che si occupi di prima infanzia o un neuropsichiatra infantile, che possano osservare il bambino e fornire un parere specialistico sulla sua condizione.

Se i sospetti sono confermati da analoghi racconti degli altri genitori è necessario allertare le forze dell’ordine perché possano intervenire in maniera opportuna.

 

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