Un altro, ennesimo e nuovo test, che sembra più attendibile e mirato alla patologia che si vuole diagnosticare, è stato recentemente proposto per il tumore della prostata.

Al Jonsson Comprehensive Cancer Center dell'Università di Los Angeles in California alcuni ricercatori hanno messo infatti a punto un nuovo protocollo di indagine per arrivare a scoprire ed individuare con maggior successo proprio questo tumore che interessa soprattutto gli uomini che hanno superato il mezzo secolo di vita.

Il lavoro che fa riferimento a questa esperienza clinica è stato pubblicato e si trova sul Journal of Translational Medicine; il nuovo test è stato chiamato A+PSA assay  (A sta per Anticorpi specifici) ed è articolato in questo modo: analisi dei livelli di PSA, la proteina prodotta dalla prostata, già nota, che quando la ghiandola si ammala viene versata nel sangue e non nel liquido seminale, e di altri sei anticorpi specifici, valutati sempre tramite prelievo nel sangue.

Con questo nuovo protocollo di indagine sembra che la percentuale di tumori identificati in modo corretto salga dal 52%, con il semplice test del PSA, al 79%, con l'A+PSA assay.

Con lo stesso metodo i falsi positivi, cioè le diagnosi non vere di un tumore della prostata, sembrano ridursi dal 21 al 16% mentre la diagnosi corretta di assenza del tumore risulta vicina al'84% dei casi contro al 79% se si fa solo il "vecchio" PSA.

Come dico sempre: "se son fiori... fioriranno!"
 

 

Fontehttp://www.translational-medicine.com/content/pdf/1479-5876-9-43.pdf

Per approfondimenti
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http://www.medicitalia.it/minforma/urologia/200-malattie-prostata-stili-vita-prevenzione-nuove-indagini.html

- http://www.medicitalia.it/minforma/urologia/383-prostata-aumenta-volume-ipertrofia-prostatica-benigna.html