Utente 110XXX
Gentilissimi dottori, dodici giorni fa mia nonna ultraottantenne ha accusato due scariche di feci nere, a seguito delle quali è stato necessario procedere ad un immediato ricovero in ospedale.
qui è stata sottoposta a trasfusioni ripetute, ma purtroppo le sue condizioni non sono migliorate, in quanto le emorragie hanno continuato a ripresentarsi.
durante questi giorni è stata sottoposta a diverse gastroscopie, dalle quali non è emerso nulla a livello gastrico.
due giorni fa, visto il peggioramento delle condizioni generali e di un sopravvenuto affaticamento cardiaco, è stata sottoposta ad un intervento per cercare di individuare la sede dell'emorragia, che non era stato possibile individuare in altro modo.
purtroppo, il responso non è stato dei più confortanti, in quanto i medici al termine dell'operazione ci hanno comunicato che su tutta la superficie dell'intestino sono state rinvenute una serie di microemorragie (definite petecchie) e che quindi non c'era stata possibilità di intervenire rimuovendo la causa del sanguinamento.
sembra inoltre difficile trovare una terapia farmacologica in quanto somministrando farmaci antiemorragici, a causa di una maggiore viscosità del sangue il cuore si affatica; e per converso, quando per aiutare il cuore a funzionare sono stati costretti a somministrare un fluidificante si è verificata una emorragia...
sono davvero molto preoccupata, davvero non c'è nulla da fare per poter bloccare questa emorragia? non riesco a rassegnarmi a dover smettere di sperare. Ma come può essere successa una cosa simile, considerato che fino a pochi giorni prima, a parte un pò di debolezza, sembrava stare bene?
è stata prospettata l'ipotesi che queste emorragie siano state causate dall'assunzione ripetuta di un farmaco antiaggregante: se davvero la causa fosse questa, avendo sospeso la terapia con questo farmaco esiste una possibilità che queste lesioni siano reversibili?
scusate se sono stata prolissa e inesatta nei termini medici, spero possiate aiutarmi a capire e rassicurarmi .
grazie

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Dr. Andrea Favara
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L' impressione è che si tratti in effetti di un caso complesso in una persona 'delicata'. Pur non potendo esprimere giudizio specifici non essendo a diretta conoscenza del caso, la storia clinica raccontata appare verosimile e possibile. Ulteriori informazioni credo possano venire solo da parte dei colleghi che seguono personalmente la persona. Auguri!