Utente 301XXX
Salve, circa un mese fa mi è stata riscontrata mediante una TAC la presenza di una formazione solida delle dimensioni di 45 mm x 28 mm sui piani assiali, a margini irregolari, aspetto retrante e strie di raccordo pleurico. Ho effettuato subito dopo una biopsia mediante broncoscopia con esito citologico ed istologico negativo ed infine un esame PET-TC corporeo globale che conferma la presenza di un processo espansivo a elevata attività metabolica, del diametro assiale massimo di circa 3 cm, localizzato in corrispondenza del lobo superiore del polmone di destra, che appare ridotto di volume. Tale lesione si estende verso l'ilo polmonare omolaterale e si associa ad alterazioni di tipo atelettasico del parenchima polmonare del segmento anteriore del lobo superiore destro.
Presenza di linfonodi ad elevata attività metabolica localizzati in corrispondenza della loggia di Barety e a livello dell'ilo polmonare di destra.In conclusione presenza di patologia neoplastica ad elevata attività metabolica in corrispondenza del lobo superiore del polmone di destra e a livello linfonodale.

In base a quanto esposto le porgo le seguenti domande:
1) Potrebbe essere subito operabile?
2) Se non fosse operabile che tipo di terapia dovrebbe effettuare? Chemio più radio, solo radio? Farmaci a bersaglio molecolare? Una terapia potrebbe poi permettere l’operabilità in un successivo
momento?
Grazie, cordiali saluti.
Elena
[#1] dopo  
Dr. Carlo Pastore
36% attività
12% attualità
16% socialità
ROMA (RM)
Rank MI+ 64
Iscritto dal 2004
Gentile Elena,

innanzitutto occorrerebbe effettuare una diagnosi istologica precisa mediante biopsia TC-guidata. Infatti tra le neoplasie polmonari esiste una certa variabilità istologica che condiziona il trattamento più idoneo da eseguire (ad esempio se si trattasse di un microcitoma polmonare verrebbe a cadere l'ipotesi chirurgica e si tratterebbe solo in chemio-redioterapia). Certamente si può procedere con una valutazione successivamente dell'operabilità (in funzione dell'esame istologico) o con l'esecuzione della cosiddetta chemioterapia neoadiuvante. Tale tipo di chemioterapia mira a ridurre le masse ed a riportare all'operabilità malattie non operabili in principio. Attualmente i farmaci a bersaglio molecolare per le neoplasie polmonari vengono impiegati solo in caso di recidiva di malattia e farmaci citotossici standard (seppure di recente introduzione nella pratica clinica come ad ex. il docetaxel) forniscono migliori garanzie di risposta.

Sempre a disposizione, un grande in bocca al lupo

Dr. Carlo Pastore
[#2] dopo  
Prof. Filippo Alongi
40% attività
16% attualità
16% socialità
NEGRAR (VR)
Rank MI+ 72
Iscritto dal 2007
Gentile utente,
la chirurgia, se fattibile rappresenta il gold standard per la sua patologia, indipendentemente dal tipo di istologico neoplastico(ad eccezione del microcitoma). La chemioterapia potrebbe portare un contributo a rendere il trattamento chirurgico meno esteso ma altrettanto radicale e per tale motivo concordo con il Dr.Pastore su un suo possibile impiego pre-chirurgico. Se l'intervento chirurgico non è effettuabile per non resecabilità(legata alla posizione o all'estensione del tumore) o per non operabilità(legata ad altre malattie o fattori di rischio operatorio) si può valutare una associazione di radio e chemioterapia con dosi di RT, farmaci e tempistica da stabilire, ma sempre dopo una discussione multidisciplinare tra oncologo medico e radioterapista oncologo, previa uscita di scena del chirurgo toracico per non operabilità o non resecabilità del tumore come sopracitato.
Cordiali saluti
Dr.Filippo Alongi