Utente 333XXX
A mio padre e' stato riscontrato un Adenocarcinoma polmonare.Vi leggo i risultati della PET:Iperaccumulo del tracciante a livello del segmento anteriore del lobo superiore del polmone destro(SUVmax 19.0),della regione ilare polmonare destra(SUVmax 12.0),della loggia di Barety (SUVmax 14.2),della regione sottocarenale (SUVmax 13.8) e del mediastino superiore(SUVmax 10.0).
NON si evidenziano aree di iperaccumulo del tracciante a livello dei restanti organi.
A questo punto dopo aver sentito l'oncologo e il chirurgo toracito il protocollo ke deve seguire mio padre e' di fare tre cicli di chemio con cddp e gem per poi valutare la situazione per una possibile operazione.
Voi cosa ne pensate e quante possibilita' ha x l'operazione?
Grazie a tutti.
[#1] dopo  
Prof. Filippo Alongi
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Dipende tutto dal profilo di responsività al protocollo farmacologico. La chemioterapia ha comunque la possibilità contestuale di ridurre l'estensione di malattia sia a livello del nodulo parenchimale che delle adenopatie mediastiniche e inoltre la possibilità di sterilizzare micrometastasi occulte che potrebbero "insinuarsi"in altri organi. L'ideale sarebbe almeno una remissione sui linfonodi per avere una resecabilità con la velleità di essere meno invasiva e contemporaneamente ugualmente radicale.
I farmaci indicati rappresentano quelli che in letteratura hanno dimostrato maggiore efficacia per le neoplasie polmonari. In ogni caso esistono altri farmaci, più indirizzati su meccanismi molecolari, di nuova generazione da utilizzare in seconda o terza linea qualora non ci fosse la risposta attesa.
Cordiali saluti
[#2] dopo  
Dr. Carlo Pastore
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Gentile Utente,

una neoplasia polmonare rappresenta sempre una patologia piuttosto insidiosa ma non per questo priva di possibilità di cura e guarigione. A mio avviso sarebbe importante nel caso di suo padre eseguire anche un esame TC total body + cranio con mezzo di contrasto oltre la PET già eseguita. Questo perchè uno studio morfologico del corpo completerebbe lo studio funzionale già effettuato con la PET. I protocolli di chemioterapia neoadiuvante (cioè da eseguire per tentare di portare alla operabilità malattie all'inizio non operabili) sono diversi nel caso di neoplasie polmonari. Il cisplatino rappresenta il farmaco cardine a cui è possibile abbinare altri farmaci. La gemcitabina è una delle possibili scelte ma a mio avviso (riportando la mia esperienza clinica vissuta) un pochino di più è possibile ottenere con il docetaxel (nome commerciale Taxotere). Tale farmaco appartiene alla categoria dei taxani ed è piuttosto efficace nei tumori del polmone. Altra cosa da verificare sarebbe l'eventuale positività della Cromogranina A (Cga). Si stabilisce con un esame ematochimico e consente di determinare (insieme ad un Octreoscan, anch'esso da eseguire) la presenza di una componente neuroendocrina nell'ambito della patologia. La presenza di tale componente aprirebbe le porte ad una ulteriore aggiunta farmacologica: l'octreotide. Tale farmaco è un analogo della somatostatina e può tenere a freno la malattia che presenti le caratteristiche suddette (ha inoltre scarsissimi effetti avversi e può essere abbinato alla combinazione chemioterapica che viene scelta). In tale fase i farmaci a bersaglio molecolare non risultano utili, ma possono essere utilizzati in fasi successive.

Un caro saluto

molto cordialmente

Dr. Carlo Pastore