Utente 151XXX
Gentili dottori,
a metà dicembre ho riportato la frattura dello scafoide. dopo ingessatura e l'ultimo mese passato con il tutore, ho fatto una risonanza magnetica per verificare la guarigione. l'esito, per quanto non ne capisca, non mi sembra indicare una completa guarigione, eppure lo specialista della mano (diverso da quello che mi aveva indicato di sottopormi a risonanza) mi ha visitato e sottoposto ad una lastra, sopreso dal fatto che io avessi fatto una risonanza. dopo ever esaminato le lastre mi ha detto che sono guarito e di "Iniziare a muovere il polso" (non sarebbe meglio una riabilitazione?). ha inoltre commentato: la risonanza ESAGERA la reale situazione.
spero fosse un modo breve per parlare con un profano come me, riferendosi in realtà a motivazioni mediche (SPERO!!). il polso ora mi fa molto male se usato, ma credo possa dipendere anche dalla lunga immobilizzazione.

ecco l'esito preciso della risonanza, fatta 1 giorno prima della visita:

Esiti di frattura bifocale (polo prossimale e terzo medio) composta dello scafoide. permangono alterazioni del segnale del midollo osseo dei monconi prossimali, non segni di osteonecrosi. non è visibile diastasi fra scafoide e semilunare. non altri reperti da segnalare.

Confido in un vostro consiglio per intervenire eventualmente sulla situazione, evitando di avere strascichi per un'incompleta guarigione.

Grazie, Pietro

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Dr. Lorenzo Rocchi
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considererei normale la presenza di alterazioni di segnale del midollo osseo alla rmn a meno di tre mesi dalla frattura di uno scafoide carpale.
per quanto riguarda l'eventuale necessità di riabilitazione fisioterapica alla quale lei accenna, andrebbe valutata clinicamente sulla base dell'eventuale rigidità acquisita dopo l'immobilizzazione; le consiglio di farsi rivedere dal curante dopo una-due settimane di mobilizzazione attiva dolce, autogestita. Se il polso fosse ancora rigido, edematoso, dolente, potrebbe esser utile effettivamente l'aiuto di un fisioterapista.