Utente 990XXX
Salve.
Non è la prima volta che vi scrivo. Il mio problema è già dettagliatamente descritto in uno dei miei precedenti post.
Io ho il pene con un incurvamento ventrale congenito. Non avverto dolore nè fastidio. E tutte le attività relative all'apparato sessuale sono nella norma e funzionanti.
Come già vi dissi, anche sotto vostro consiglio, effettuai una visita andrologica. Lo specialista mi spiegò le problematiche legate a questo fatto e l'operazione chirurgica come unica valida operazione. Tuttavia, senza spiegarmi bene il perchè, me la sconsigliò, nonostante non avesse la minima idea dell'entità del mio incurvamento. E lo fece sottolineando più volte che una tale operazione comporterebbe un accrorciamento dell'organo stesso.
Per un po' ho resistito ancora.
Ma, ad essere sinceri, io non ce la faccio più. La mia mente è costantemente turbata da questo problema e dalle conseguenze che, con molta probabilità, può causare.
La penetrazione con la mia ragazza è notevolmente difficoltosa.
Pensieri, inquitudine, dispiacere, sofferenza, disprezzo...come può una persona vivere serenamente così?? Tormentato ogni minuto, persino nei propri sogni. Con la paura che gli pervade il cuore e tutto il corpo.
Sono davvero al limite e sull'orlo di perdere ciò che di più bello ho trovato a questo mondo. E tutto per un motivo così.
Per favore, per favore, deve esserci un modo, un metodo, anche se non di breve periodo, almeno per migliorare la situazione.

So che esistono almeno due tipi di operazione...quello che ho accennato prima, e quello opposto, in cui cioè la parte dell'incurvatura viene "riempita" con tessuto prelevato da altra parte del corpo...vorrei avere qualcheinformazione in più su questa procedura.

Ho estremamente bisogno di migliorare questo aspetto di me, della mia vita, che mi tormenta da non so più quanto tempo ormai, ed a cui, nonostante tutto, con le unghie e con i denti non mi rassegno. E continuerò a non farlo.
Dev'esserci una soluzione.

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[#1] dopo  
Dr. Diego Pozza
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Caro lettore,

una curvatura del pene in erezione può determinare vari problemi "estetici", di autostima e pratici penetrativi.
Questi sono gli elementi da considerare in sede di diagnosi e di consigli terapeutici da seguire.
Ho avuto modo di operare varie centianai di pazienti e posso dire di escludere gli interventi di apposizione di patches eterologhi o autologhi nei soggetti giovani con patologie congenite.
Le corporoplastiche sono assolutamente efficaci e con ottimi risultati
qualche informazione su www.erezione.org
cari saluti
[#2] dopo  
Utente 990XXX

Iscritto dal 2009
Dottore, la rigrazio per aver risposto.

So che gli interventi di corporoplastica comportano riduzioni i lunghezza del pene, sebbene siano efficaci come Lei ha detto e come io non dubito.
Allora vorrei sapere, qual'è il grado di impatto su questo aspetto? E dopo l'operazione quanto tempo servirà per riprendere le normali attività?

Infine, non c'è proprio nessunaltro metodo magari un po' meno invesivo; delle cure diverse; protesi appositamente ideate ecc...?

[#3] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Gentile lettore ,

come già detto anche dal collega Pozza, un incurvamento del pene si corregge solo attraverso una strategia chirurgica.

L'accorciamento è di circa 1-2 cm, dipende da come è l'incurvamento, e la "ripresa" completa delle normali attività sessuali è a 20-30 giorni dall'intervento.

Se desidera poi avere più informazioni dettagliate su questo problema, le consiglio di consultare anche l’articolo pubblicato sul nostro sito e visibile all'indirizzo:

http://www.medicitalia.it/minforma/urologia/227-pene-curvo-valuta-fa.html.

Un cordiale saluto.
[#4] dopo  
Utente 990XXX

Iscritto dal 2009
Vi ringrazio per le risposte fin qui datemi.

Tanto perchè io abbia un'idea, Vi pongo adesso un'altra domanda.

Supponendo che la corporoiplastica sia il tipo di intervento a me più indicato, e il grado dell'incurvamento sia circa 60°, quale sarebbe allc'incirca l'entità dell'accorciamento?

Grazie ancora.
[#5] dopo  
Dr. Diego Pozza
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caro lettore,

purtroppo non esistono, a mia conoscenza, metodi alternativi alla chirurgia per correggere un pene curvo.
Ho visto quasi tutti i pazienti tra le centinaia che ho operato, anche nei mesi successivi salvo quelli che abitavano lontano da Roma e non ho mai dovuto registrare problemi rilevanti vissuti dagli stessi relativamente all'accorciamento dell'asta
Credo sia importante la consapevolezza della necessità della correzione che in alcuni casi potrebbe anche non essere assolutamente obbligatoria e la fiducia nel medico che pone tale indicazione chirurgica.
Cari saluti