Utente 145XXX
Salve,
Sono un uomo di 41 anni e già da diversi anni avverto extra-sistole. Negli ultimi tempi però, queste mi sono un po’ aumentate e volevo chiedervi alcuni chiarimenti e consigli in merito.
Negli ultimi mesi ho avuto problemi di colon irritabile con frequenti scariche diarroiche. Ho fatto diversi esami, compresa la colonscopia. Alla fine mi è stata diagnosticata appunto, la sindrome da “colon irritabile”. Non sono stati trovati altri elementi patologici. Soffro anche da sempre di ernia iatale e reflusso gastroesofageo, che mi provocano esofagiti e gastriti che periodicamente curo con cicli di Lansoprazolo.
Volevo chiedervi se queste mie patologie dell’apparato digerente e dell’intestino, possono influire sulle aritmie che in questi ultimi mesi sembrano essere aumentate.
Le stesse avverto quasi esclusivamente in piedi e specialmente in posizione “eretta” come se dipendessero dalla posizione del torace. A volte arrivano anche dopo aver deglutito. Sento come un “vuoto” sotto la parte sinistra del torace, seguito dalla aritmia. Come se avessi qualcosa che mi urta nel cuore e mi provoca l’extrasistole. A volte, per provocare un aritmia, è sufficiente premere appunto sotto la parte sinistra del costato, accanto alla bocca dello stomaco. Per lo più le avverto quando sono più stanco o stressato, oppure in condizioni di disagio (es. sotto il sole o al freddo intenso).
Già nel corso degli anni ho fatto diversi controlli cardiologici (ECG, ecocardiogramma, holter, ECG sotto sforzo che eseguo circa ogni due anni perché faccio nuoto da sempre), ma non è mai risultato niente di anomalo. Mi sono state riscontrate “sporadiche aritmie sopra-ventricolari” non pericolose.
Adesso non so se ritornare dal cardiologo e rifare nuovamente tutti i controlli. Il mio medico associa le aritmie ai disturbi del colon e dello stomaco, affermando anche che una certa aerofagia, da sempre presente nel mio intestino, può ulteriormente influire anch’essa sulle aritmie.
Il disturbo non è “invadente” o “limitante”, però vorrei solo sapere se devo preoccuparmi e quindi ricorrere di nuovo al cardiologo, oppure cercare come dice il mio medico, di curare meglio possibile i disturbi gastrici e intestinali (cosa che del resto regolarmente faccio) che potrebbero influire anche sulle aritmie.
Ho anche un fattore ereditario non indifferente, perché mia madre soffre da ormai moltissimi anni di fibrillazioni atriali e aritmie e mio padre soffriva di disturbi gastrici esattamente come i miei. Inoltre, mia sorella, anch’essa ha problemi di aritmie, simili ai miei. Sarà un caso ?

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[#1] dopo  
Dr. Massimo Tidu
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TORINO (TO)
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Gentile utente:
L'ernia iatale puo' giustificare i suoi sintomi.
A disposizione per ulteriori consulti
[#2] dopo  
Utente 145XXX

Iscritto dal 2010
La ringrazio per la celere risposta. Volevo solo chiderle se il fatto che sono un po' più frequenti nei momenti di stanchezza o per esempio il giorno dopo l'allenamento in piscina è un caso, oppure è "normale" ? Sembra che, quando sforzo il diaframma e/o lo stomaco (perchè nuotando ingerisco continuamente aria), il sintomo aumenti. C'è da dire però che durante lo sforzo non avverto mai aritmie. Quasi esclusivamente in posizione di "riposo" avverto l'aritmia. Anche durante l'allenamento in piscina non avverto extrasistole.
Anche se lei non è un gastroenterologo, il Lansoprazolo, secondo lei, può andar bene oppure ci sono delle alternative ? A volte in abbinamento, il mio medico, che è anche un mio grande amico personale, mi fa prendere un po' di Lexotan, magari la sera prima di coricarmi (lui dice che sono stressato !!! Anche se a me non sembra....).
Ci possono essere dei medicinali anche omeopatici, forse da prendere in abbinamento al Lansox che magari facciano bene anche alle mie aritmie ? (biancospino ? in che dosi ?)
Grazie ancora !
[#3] dopo  
Dr. Massimo Tidu
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TORINO (TO)
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Gentile utente:
Credo che il lansoprazolo possa essere un farmaco idoneo, ma per sicurezza occorre sentire il parere di un gastroenterologo.
Per quanto riguarda il controllo delle aritmie che riconoscono cause organiche con farmaci omeopatici, la comunità cardiologica internazionale non ritiene efficace tale terapia.