Utente 118XXX
Salve, mio padre è cardiopatico da 15 anni circa, da gennaio 2010 ha una fibrillazione atriale, venerdì 11/06 è stato sottoposto a cardioversione elettrica senza successo,venerdì 17/06 è stato sottoposto ad ablazione transcatetere con radiofrequenza durata quasi 4 ore, poichè ha detto il dottore, durante l'intervento, ci sono state delle piccole complicazioni, ossia la fibrillazione non era solo a destra come lui ipotizzava, bensì anche a sinistra ed inoltre ha avuto anche un flutter; comunque nonostante tutto sembrava fosse andata bene perchè alla fine era riuscito a ristabilire il normale ritmo cardiaco e invece proprio il giorno in cui l'hanno dimesso la fibrillazione è tornata.
Lui è stato dimesso ugualmente, gli hanno dato la terapia con gli anticoagulanti da fare a casa e programmato un controllo per i prossimi giorni, nella speranza che la causa sia stata solo l'emozione del ritorno a casa, visto che mio padre è molto emotivo; il dottore che gli ha fatto l'intervento ha detto che se non rientra dopo altri 15 giorni proverà a fargli un'altra volta la cardioversione elettrica.
Mio padre ha 64 anni, è diabetico per eredità da quando ne aveva 30 circa,ed è stato già sottoposto a cardioversione elettrica 3 anni fa,sempre per curare una fibrillazione atriale, la quale allora ebbe successo, inoltre è stato sottoposto ad angioplastica coronarica perchè aveva delle vene ostruite, ora io mi chiedo è necessario che gli venga fatta quest'altra cardioversione o è preferibile che si abitui a vivere con la fibrillazione e continui la t.a.o.?
Anche perchè mi è stato riferito che questo tira e molla potrebbe essere più nocivo...
Aspetto con ansia un vostro consiglio

Sei stato ricoverato in un ospedale italiano?

Esprimi un giudizio

Hai vissuto un'esperienza positiva con un medico o in una struttura sanitaria?

Raccontacela

[#1] dopo  
Dr. Vincenzo Martino
40% attività
0% attualità
16% socialità
NAPOLI (NA)
Rank MI+ 56
Iscritto dal 2008
Gentile utente,
in linea generale è senza alcun dubbio preferibile effettuare, quando possibile, ogni tentativo utile al ripristino del ritmo sinusale, in quanto è dimostrato che ciò permette una migliore performance cardiaca ed inoltre riduce i rischi tromboembolici legati ad una fibrillazione atriale permanente, seppur controllata farmacologicamente.
Saluti
[#2] dopo  
Utente 118XXX

Iscritto dal 2009
La ringrazio per la celerissima risposta datami e Le porgo i miei più cordiali saluti.