Utente 616XXX
Buongiorno, mia madre ha avuto la tubercolosi polmonare negli anni '50 e una riattivazione della malattia nel 2000 alla fine risoltasi.
Da alcuni mesi ha tosse persistente. Rx torace e TC HR non significative per lesioni in atto. Il dottore dice che non avrebbe senso fare il test Mantoux perché si avrebbe sicuramente un risultato positivo data la malattia pregressa.
Volevo chiedervi se invece può avere senso fare il quantiferon, oppure se anche in questo caso ci si può aspettare a priori un risultato positivo.
Più in generale esistono dei test per rilevare la malattia tubercolare senza andare a cercare direttamente la presenza del bacillo nel materiale biologico (espettorato, lavaggio bronchiale, ecc.)?
Grazie molte per la disponibilità.
[#1] dopo  
Dr. Mario Corcelli
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Gentile Signore,

concordo con il suo medico,
il test della tubercolosi si fa solo per sapere se un soggetto l'abbia o no contratta.
Nel caso di sua madre è del tutto inutile.

Il test tubercolinico è obbligatorio, per esempio, per chi viene assunto in un ospedale; una sua negatività pone come obbligatoria la vaccinazione antitubercolare (anche se, purtroppo, tale vaccinazione ha una scarsa efficacia).

Cordiali saluti
[#2] dopo  
Utente 616XXX

Iscritto dal 2008
Grazie dr. Corcelli. Non ho capito pero' se in questo caso anche il quantiferon sarebbe inutile. In questi giorni ho cercato di documentarmi in rete e credo di aver capito che, ai fini dell'interpretazione di un risultato positivo, il quantferon è come il test tubercolinico. Quindi in chi ha già fatto la malattia non c'è altro da fare, in caso di sospetta riattivazione, che andare a cercare il batterio direttamente nell'espettorato/broncoaspirato?
La ringrazio ancora per la sua disponibilità.
[#3] dopo  
Dr. Mario Corcelli
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secondo me non c'è bisogno di fare il quantiferon