Utente 181XXX
salve sono un ragazzo di 26 anni e circa 4 mesi fa di punto in bianco mentre ero a lavoro mi e' salita una vampata di calore e una forte tachicardia...sono stato portato in ambulanza in ospedale la pressione mi era salita. sono stato ricoverato 3 giorni e mi hanno fatto tutti i tipi di controllo elettrocardio...esame del sangue e esame alla tiroide. premetto che giorni a dietro prima di sentirmi male ho avuto un brutto periodo stress su lavoro problemi in famiglia e una perdita per incidente stradale di mio zio al quale ero molto legato. la diagnosi del ospedale e'stata attacco di panico e mi hanno prescritto lo xanax da prende per venti giorni,ma non ho cominciato da subito ho preferito fare prima una cura omeopatica tintura madre, e fiori di bach. i risultati non li ho visti e ho continuato ad avere questi attacchi tipo paura di avere un infarto paura di morire, premetto che mio padre ha avuto un infarto un paio di anni fa, vomito, tachicardia improvisa senzo di sbandamento e di confusione mentale. il mio medico di base ha insistito sullo xanax e mi ha convinto a prenderlo ma delle dosi molto blande 3 gocce la mattina 3 il pomeriggio e 6 prima di andare a dormire. ora da tipo un mese ho intrapreso un percorso psicoterapeuto con uno specialista e devo dire che alcuni miglioramenti gli ho visti. poi per levarmi questo scrupolo dell'infarto sono andato da un cardiologo il quale mi aveva detto di fare per scrupolo una scendigrafia sotto sforzo con liquido di contrasto...all'ospedale pero' mi e' stata sconsigliata e proposta un esame normale sotto sforzo...che ancora devo fare. avvolte ho questi dolori al petto molto fastidiosi e sembra che mi sta per venire un infarto...cosa devo fare??? passera questa cosa???quando devo ancora stare in questa condizione? sembra che la mia vita sia cambiata...

inoltre dopo cena mi viene sempre questa tachicardia cosa devo fare???
[#2] dopo  
Dr. Fabio Fedi
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Gentile Signore,
vista la negatività degli accertamenti eseguiti durante il ricovero, ritengo che un test da sforzo massimale sia più che sufficiente a chiudere il cerchio delle analisi cardiologiche.
Sarà compito del cardiologo curante, nell'improbabile caso di una risposta dubbia della prova da sforzo, richiedere l'integrazione con la metodica nucleare (scintigrafia).
Cordiali saluti