Utente 187XXX
Gentilissimi dottori, sono un ragazzo di 22 anni.
Il mio problema perdura ormai da un anno, quando notai un lieve arrossamento sulla corona del glande ed intorno al meato senza altri sintomi o segni associati, quali prurito o bruciore. Ipotizzando che si potesse trattare di una reazione all’eccessiva igiene, ho sospeso l’impiego di ogni sapone, effettuando i lavaggi con semplice acqua. Più passava il tempo però, più, al rossore, si affiancava uno stato di generale secchezza che rendeva difficile lo scorrimento del prepuzio sul glande.
Preoccupato, ho deciso, dopo circa un paio di mesi dall’esordio dei sintomi, di rivolgermi ad uno specialista in urologia ed andrologia. Egli, dopo aver escluso la presenza di lesioni di natura infettiva, ha definito il quadro come una semplice irritazione per la quale mi ha prescritto Repaderm crema (per 2 settimane, 2 volte al dì). Non avendo dato esito la terapia, ho rivisto il medico che, questa volta ha optato per l’applicazione di Pevaryl latte (per 2 settimane, 2 volte al dì). Purtroppo, però, nemmeno la seconda terapia ha migliorato il quadro, costringendomi a richiedere una nuova visita. Questa volta mi è stata prescritta l’applicazione di Gentalyn Beta (per 2 settimane, 2 volte al dì) senza alcun effetto. Alla quarta visita il medico mi ha indicato l’impiego di Colostrum Gel, ribadendo l’assenza di lesioni infettive ma notando l’irritazione persistente.
Non notando miglioramenti ed essendo alquanto sconsolato, dopo qualche mese, ho deciso di rivolgermi ad un dermatologo, il quale, fatta diagnosi di “balanite erosiva”, mi ha prescritto l’applicazione per due volte al giorno di Trosyd polvere, associata a toccature con soluzione acquosa di nitrato di argento (sconsigliandomi anche di impiegare prodotti aggressivi per l’igiene perché dannosi per la flora locale). Nonostante abbia eseguito alla lettera anche questa terapia, al ritorno dalle vacanze estive, sono stato nuovamente visitato dal dermatologo che, viste anche le numerose terapie fino ad allora eseguite, mi ha indicato come unica via d’uscita alla mia spiacevole condizione l’intervento di circoncisione.
Tornato dall’urologo, gli ho esposto il persistere del problema chiedendo informazioni circa l’intervento di circoncisione e mi è stato detto che non possiedo un prepuzio abbondante quanto, piuttosto, un frenulo abbastanza teso, inserendomi nella lista per una “frenulotomia con eventuale circoncisione”.
Vorrei, infine, aggiungere che nei rapporti sessuali consumati con la mia ragazza durante questo lasso di tempo, c’è stato l’impiego del preservativo.
Vorrei, dunque, porgervi le seguenti domande:
-Sono sufficienti le terapie alle quali sono stato sottoposto per risolvere una balanite?
-Era forse consigliato eseguire delle indagini specifiche oppure il problema è stato affrontato in modo esaustivo?
-È possibile risolvere una balanite (da irritanti chimici, a quanto pare) con un semplice intervento di frenulotomia o sarebbe più indicata la circoncision?

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[#1] dopo  
Dr. Edoardo Pescatori
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REGGIO EMILIA (RE)
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Gentile lettore,
alle prime due domande è difficile rispondere, non avendo seguito direttamente il caso. Per quanto riguarda la terza, trattandosi nel suo caso di una balanite recidivante (con i limiti del web) mi parrebbe indicata la circoncisione.
[#2] dopo  
Utente 187XXX

Iscritto dal 2010
La ringrazio per la risposta. Comprendo quelli che sono i limiti di questo consulto telematico ma volevo solo sapere se fosse possibile fare qualcos'altro per scongiurare l'intervento.