Utente 440XXX
Ho 35 anni, peso 80 kg, e sono alto 1,80

TERAPIA MEDICA DELLE PROSTATITE CRONICHE

Ho letto sul numero n. 2 di giugno 2005 di Urologia e Andrologia scaricato da ( http://www.aispep.it ) informazioni riguardanti prostatite cronica.


La terapia medica della prostatite cronica effettuata presso l'ambulatorio urologico del Presidio Poliambulatoriale Territoriale della Azienda Ospedaliera Istituti Clinici di Perfezionamento di Milano è, nei casi con esami batteriologici positivi (EPS O VB3 o liquido seminale), è terapia dia associazione:

antibiotico (fluorchinolonico + azitromicina)
+
antiinfiammatorio
+
alfa-litico

L'impiego del macrolide è giustificato dal fatto che esso sarebbe in grado di alterare i biofilm batterici aumentando la potenzialità antibatterica del chinolonico.
La durata di questo trattamento d'attacco è di 6 settimane, al termine delle quali vengono nuovamente eseguiti i rilievi microbiologici sui materiali risultati precedentemente positivi.
Nel caso di eradicazione dell'infezione, indipendentemente dal numero di globuli bianchi nei campioni bioloici, viene prescritto un ciclo di manternimento in cui chinolonico, macrolide ed antiinfiammatorio vengono somministrati per 1 settimana al mese per 6 mesi, mentre l'alfa-litico viene assunto continuativamente per 6 mesi.
Nel caso, invece, di positività microbiologica persistente, viene prescritto un secondo ciclo d'attacco.
Poichùè viene ritenuto che una disbiosi della flora batterica intestinale possa essere una concausa della prostatite, a tutti i pazienti viene inoltre prescritto un trattamento con probiotici. L'efficacia dello schema terapeutico sopracitato è stata valutata su una casistica di 114 pazienti (con e senza iperplasia prostatica): 20 pazienti non si sono presentati al follow up, mentre 66 (70,2%) dei rimanenti 94 hanno evidenziato l'eradicazione del microorganismo responsabile della prostatite. I 28 pazienti (29,8%) in cui persisteva la positività microbiologica sono stati sottoposti ad un secondo ciclo d'attacco: 17 pazienti non si sono presentati al fllow up, mentre in 7 casi (63,6%) le colture batteriche hanno dato esisto negativo.

Pare abbia avuto una buona incidenza tale cura.
Se uno soffre di prostatite cronica. Potrebbe essere valido tentare?

Grazie

Sei stato ricoverato in un ospedale italiano?

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Hai vissuto un'esperienza positiva con un medico o in una struttura sanitaria?

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[#1] dopo  
Dr. Pierluigi Izzo
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Caro Utente,ormai siamo al paradosso che il "potenziale" paziente indica al "potenziale" medico le indicazioni sulla strategia terapeutica di una "potenziale" prostatite.Non é certamente questo il fine di un forum di medici!
Cordialità
[#2] dopo  
Utente 440XXX

Iscritto dal 2007
Mi scuso per la forma errata in cui ho riportato l'articolo.
Beh, io soffro di prostatite cronica ormai da 7 anni.
Ho trovato questo articolo pubblicato sul sito in questione.
L'articolo e' del 2005.
Quando uno sta male lotta come può e si appiglia a ogni possibilità.
E se ho riportato l'articolo in questione non è per insegnare niente a nessuno, ci mancherebbe, ma soltanto per non alimentare false speranze di guarire e avere dei riscontri pratici.
Volevo soltanto essere indirizzato.
Scusate di nuovo.
[#3] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Caro lettore ,
quello da lei presentato è uno dei tanti schemi terapeutici consigliati in questo tipo di patologia molto complessa. Generalmente a livello clinico pratico queste problematiche necessitano sempre di un monitoraggio stretto e le indicazioni terapeutiche , oltre all'antibioticoterapia, variano molto in funzione anche dei sintomi che generalmente sono "proteiformi e capricciosi".
Un cordiale saluto.

Giovanni Beretta
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[#4] dopo  
Dr. Giuseppe Benedetto
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sono daccordo con quanto affermato dal collega Beretta
Lo studio da Lei citato è molto povero di numeri sia di pazienti arruolati sia nel follow-up . il tutto non ci permette di trarre delle conclusioni su quel tipo di approccio
[#5] dopo  
Prof. Giovanni Martino
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Gentile Utente,
le scuse sono accettate, ma condivido quanto espresso dal Collega IZZO.
Non aggiungerei altro sulla validità scientifica degli argomenti proposti.
Non mi resta che farLe i migliori auguri per la pronta risoluzione del problema.
Affettuosi saluti.
Prof. Giovanni MARTINO
[#6] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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.. se le desidera comunque ci tenga aggiornati sull'evoluzione del suo problema specifico.
Ancora un cordiale saluto.

Giovanni Beretta
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[#7] dopo  
Utente 440XXX

Iscritto dal 2007
Premetto che sono affetto da emocromatosi ereditaria tipo 1 con mutazione del C282Y in omozigosi.

Prostatite iniziata nel 2000 con sangue nello sperma.
A Febbraio del 2006 per l'ennesima volta mi dava fastidio.

Cosi' effettuo:
Esame sangue: Tutto regolare tranne Glucosio 112 su (60-110) e Ferritina 525.2 su (20 - 300).
Esame urinocoltura Negativo.
Esame Liquido seminale Negativo.
Esame tampone uretrale Positivo (Escherichia Coli)
Sono stato trattato con Ciproxin 250 per 8 giorni dal mio medico curante. E poi con Neofuradantin 100 1 compressa ogni 12 ore per 3 settimane dal mio Andrologo.

A fine trattamento stavo bene:
Eiaculazione nella norma come quantita.
Nitida sensazione di orgasmo.
Poco emissione di liquido pre-iaculativo che prima era troppo eccessiva.
Ok anche l'eiaculazione precoce di cui soffrivo.
Nessun bruciore.
Dopo circa 1 mese, da questo miglioramento comincio a ripeggiorare.

1)Io credo di aver preso l'Escherichia Coli in piscina, pero' il buffo e' che solo il tampone me l'ha segnalata. Ne urinocoltura, ne spermocoltura hanno segnalato niente. Dovrei rifare il tampone?
E nel caso per quali batteri mi consigliereste di farlo?

2)Ho spesso un dolore solo sulla parte sinistra bassa del mio addome. E quando non raggiungo l'orgasmo, anche al testicolo sinistro. Puo' essere che la ciste di 7 mm che ho all'epididimo del testicolo sinistro, mi crei un'infiammazione che mi alimenti i problemi alla prostata?

Grazie
[#8] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Caro lettore ,
sicuramente una rivalutazione colturale dovrebbe essere ripetuta magari in modo completo con ricerca anche di micoplasmi, chlamidiae, trichomonas . E' stata gà fatta una valutazione ecografica dell'apparato uro-seminale? L'ultimo consiglio ma non meno prioritario è quello di consultare un esperto andrologo. Nell' attesa comunque di consultare un andrologo in queste situazioni cliniche possono essere utili alcune indicazioni anche di tipo dietetico-comportamentale. Vita sessuale regolare , non lunghi periodi di astinenza, limitare l'assunzione di alcuni alimenti tipo cioccolato, uova, frutta secca , formaggi stagionati, ecc, ecc . Lo stesso vale per le bevande come il caffè, il tè,le bibite gasate od alcooliche. Altra cosa importante è bere con intelligenza ad esempio durante tutto l'arco della giornata sono consiglati almeno 1-2 litri di liquidi (se non si hanno altre controindicazioni di tipo clinico) smettendo però di bere almeno due ore prima di andare a letto. Combattere la stitichezza e quindi fare una dieta ricca di fibre e praticare una regolare attività fisica. Se fuma, spegnere la sigaretta perchè la nicotina ha un'azione irritante sulla vescica. Tenere d'occhio la bilancia, spesso perdere peso migliora il quadro clinico. Infatti il grasso accumulato sul giro vita può aumentare la "pressione" sulle vie uro-seminali e peggiorare i sintomi. Infine ultimo consiglio ma non meno importante quello di ascoltare sempre attentamente il proprio medico di famiglia e lo specialista che la sta seguendo.
Ancora un cordiale saluto.

Giovanni Beretta

[#9] dopo  
Prof. Giovanni Martino
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Gentile Utente,
non penso che quella cisti epididimaria possa essere imputabile di segni o sintomi clinici. Sulla opportunità di ripetere eventuali esami colturali lascerei decidere il Collega che La sta curando, mis embra in maniera degna, visto il buon risulato ottenuto in precedenza. Si tratta di una patologia che richiede molta pazienza e costanza, sia da parte del malato che del medico.
Affettuosi auguri epr tutto ed un cordialissimo saluto.
Prof. Giovanni MARTINO
[#10] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Caro lettore,
siamo alle solite polemiche inutili. Il suo comportamento può essere duplice: quello di consultare prima il collega urologo andrologo oppure quello di sentire il suo medico generale e farsi prescrivere le indagini colturali di controllo. Non cambia nulla da un punto di vista clinico . Nella seconda ipotesi il collega urologo od andrologo che la rivaluterà avrà più dati clinici su cui meditare e lei perderà forse meno tempo. Nessuna correlazione poi tra la cisti epididimaria e le problematiche infiammatorie lamentate.
Ancora un cordiale saluto.

Giovanni Beretta
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[#11] dopo  
Prof. Giovanni Martino
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Gentile Utente,

posso allora dirLe che fra i due possibili comportamente, a mio parere è più corretto effettuare PRIMA la visita Andrologica e sulla scorta degli elementi anamnestici e clinici che dalla visita scaturiscono, seguire le indicazioni del Collega Specialista. Si risparmia tempo (ripetere esami porta via tempo...), giri inutili (affidarsi ad un centro non qualificato porta via tempo) e naturalmente denaro...
Ogni Specialista, sulla base dell'esperienza, della formazione e della cultura personale, potrebbe avere il suo modo di procedere, le sue preferenze, i suoi tempi. Se si sceglie proprio quel professionista, sarebbe bene lasciarlo agire liberamente.
Il ruolo del medico di famiglia è insostituibile: infatti spetta a lui individuare il problema, se problema esiste.
Spero di aver chiarito quello che penso. Non si tratta di polemiche ma di punti di vista diversi che vanno posti all'attenzione di chi legge.
Tanto per fare il solito esempio, con la dovuta ironia, è come portare la propria auto dal meccanico, mettendosi nel portabagagli un pò di pezzi di ricambio, consigliati da altri meccanici...tanto potrebbero servire... :)
Affettuosi saluti
Prof. Giovanni MARTINO
[#12] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Caro lettore,
siamo alle solite. Certo le indagini devono essere fatte in un laboratorio qualificato. Le procedure cliniche devono seguire, in questi casi, modalità che si ispirano sempre a linee guida dettate da tutte le più importanti società scientifiche del settore che prevedono questi controlli. Una valutazione colturale ed ecografica non ci "azzeccano" nulla con i pezzi di ricambio dal meccanico.
Ancora un cordiale saluto.

Giovanni Beretta
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[#13] dopo  
Dr. Pierluigi Izzo
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Gentile Utente,sono in accordo con quanto sostiene il Collega Beretta.Nel variegato mondo dell'andrologia "moderna" un posto di rilievo lo hanno gli esami colturali che,se eseguiti senza il rigoroso rispetto delle norme,spesso da laboratori non specializzati nel campo della biologia della riproduzione (la prostata produce il 30-40% del liquido seminale),possono indurre il medico,spesso quello, di famiglia ,a prescrivere antibiotici per settimane e settimane.Quelli di noi che esercitano come Andrologi Clinici danno molta importanza alla sintomatologia ed ai controlli obiettivi,evitando di prescrivere "in automatico" l'antibiotico "di moda".Magari c'é un pizzico di esagerazione ma credo di non essere molto distante dalla realtà.Sbaglio o qualche volta ho sentito parlare di necessaria "specificità" e "competenza" ?
Saluti a Tutti (particolarmente all'Utente)
[#14] dopo  
Prof. Giovanni Martino
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Gentile Utente,
non siamo proprio per niente alle solite. E' il mio parere, nel rispetto reciproco. Lei ne faccia l'uso che preferisce, lo confronti con altri pareri virtuali oppure, meglio reali, e ne tragga le conclusioni. In fondo è Lei che deve scegliere la condotta che più Le da fiducia ed affidamento.
Concordo questa volta con quanto sostenuto dal Collega IZZO. Non lo trovo per niente esagerato quello che scrive. Proprio per questo resto del mio parere. Troppo importanti, specifici e particolari le indagini andrologiche per non essere supportate, PRIMA di effettuarle, da una completa visita clinica che comporti raccolta anamnestica famigliare, fisiologica, patologica remota, patologica prossima, esame obbiettivo generale e specifico.
Credo, e spero, che Lei abbia compreso il senso del paradosso del meccanico.
Ci tenga infromati
Affettuosi saluti
Prof. Giovanni MARTINO
[#15] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Caro lettore,
è difficile capire "il paradosso del meccanico". Cosa centra "una completa visita clinica che comporti raccolta anamnestica famigliare, fisiologica, patologica remota, patologica prossima, esame obbiettivo generale e specifico....." con l'eventuale precedente valutazione colturale ed ecografica ben fatta in una struttura indicata dal medico di famiglia. Quest'ultime indagini non possono che aiutare l'andrologo a fare una più precisa diagnosi e quindi ad impostare più rapidamente una terapia mirata.
Ancora un cordiale saluto.

Giovanni Beretta
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[#16] dopo  
Prof. Giovanni Martino
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Gentile Utente,
credo che Lei e gli altri Utenti che hanno letto la mia precedente risposta ne abbiano capito il sesnso. Se così non fosse, può reinviare una ulteriore richiesta di precisazione e sarò lieto di darglieLa.
Attendiamo notizie
Affettuosi saluti
Prof. Giovanni MARTINO
[#17] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Caro lettore,
non si preoccupi e non entri inutilmente in ansia, abbiamo capito tutti purtroppo il senso del "paradosso del meccanico" .
Ancora un cordialissimo saluto.
Giovanni Beretta

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[#18] dopo  
Prof. Giovanni Martino
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Gentile Utente,
e meno male!
A me ...Lei...non mi sembra affatto preso da ansia. Anzi, il fatto che non abbiamo ulteriori notizie della Sua storia clinica ci lascia pensare che le risposte ottenute nel Forum abbiano esaudito le Sue necessità. Di questo saremmo tutti contenti.
Se così non fosse, siamo qui per ulteriori necessità.
Ancora affettuosi auguri
Prof. Giovanni MARTINO
[#19] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Caro lettore,
non si senta vincolato a risponderci , vista la visione un "pò paradossale" che manifestiamo nelle nostre risposte. Comunque un'ultima indicazione letteraria rivolta al collega Martino , per capire meglio le "questioni" sollevate , non ci troviamo di fronte ad un "paradosso" ma ad un paragone ,ad una similitudine.
Ancora un cordiale saluto a tutti.

Giovanni Beretta.


[#20] dopo  
Prof. Giovanni Martino
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Gentile Utente,
saluto Lei e mi trovo finalmente d'accordo, per questa volta, con il Collega BERETTA.
Il termine "similitudine" mi piace più di quello di "paradosso".
:)
Ancora affettuosi auguri
Prof. Giovanni MARTINO
[#21] dopo  
Utente 440XXX

Iscritto dal 2007
Ho fatto l'ecografia dei testicoli e l'ecografia dell'addome inferiore e transrettale.
E' risultato tutto a posto e regolare.
Solo in corrispondenza della testa dell'epididimo di sinistra è visibile una formazione di tipo cistico di circa 7 mm di maggior diametro.

Domani faro' esame Spermocoltura e esame urina completo e urinocoltura.
Quando ho novità vi informero'.

Ringrazio tutti per il supporto.
Grazie.
[#22] dopo  
Prof. Giovanni Martino
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Gentile Utente,
attendiamo di conoscere, se lo desidera, le ulteriori novità.
Ancora affettuosi auguri ed un saluto
Prof. Giovanni MARTINO
[#23] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Bene verificheremo il tutto una volta completati gli esami.
[#24] dopo  
Utente 440XXX

Iscritto dal 2007
Oggi ho avuto i risultati.
Elemento di rilievo pare essere l'astenozoospermia.

----------------------------
Esame urina completo:
Colore : giallo piaglierino
aspetto : limpido
ph : 7,0
densita' : 1015
proteine : assenti
glucosio : assente
acetone : assente
bilirubina : assente
emoglobina : assente
urobilinogeno: assente
nitriti : assenti

esame del sedimento : niente da rilevare
------------------------------
materiale : urina
carica batterica : 0 UFC/ml
esame colturale :
e.coli : assente
klebsiella : assente
proteus : assente
citrobacter : assente
enterobacter : assente
morganella morganii : assente
enterococco : assente
pseudomonas : assente
patogeni occasionali: assenti
miceti : assenti
-----------------------------
materiale : sperma

esame microscopico:
eritrociti : assenti
leucociti : assenti
gardnerella vaginalis : assente
trichomonas vaginalis : assente

esame colturale:
ureaplasma urealyticum : assente
mycoplasma hominis : assente
gardnerella vaginalis : assente
s. agalactiae (gruppo b): assente
neisseria gonorrhoeae : assente
miceti : assente
patogeni occasionali : assente
-------------------------------
esame del liquido seminale:
volume : 5
fluidificazione completa : SI
viscosità : diminuita
ph : 7.6
colore : grigio opalescente
numero spermatozoi : 76
numero totale di spermatozoi nell'eiaculato : 380
motilità:
a) movimenti progressivi rapidi 15%
b) movimenti progressivi lenti 25%
c) movimenti non progressivi 15%
d) immobili 45%
agglutinazioni spontanee : assenti
cellule spermatogenetiche : 0,76
leucociti : assenti
eritrociti : assenti
cristalli : assenti
vitalita : 57%
morfologia :
- forme normali 39%
- forme anormali 61%
atipie della testa 40%
atipie del collo - tratto intermedio 9%
atipie della coda 12%

COMMENTO : ASTENOZOOSPERMIA



[#25] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Caro lettore,
le valutazioni colturali sembrano negative . Viene segnalata una riduzione della motilità degli spermatozoi (astenozoospermia) probabile esito delle precedenti problematiche di tipo infiammatorio . A questo punto bisogna consultare un esperto andrologo.
Un cordiale saluto

Giovanni Beretta
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[#26] dopo  
Dr. Vincenzo Petrosino
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SALERNO (SA)
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La prostatite è un affezione che indubbiamente per le sue caratteristiche e per l'incedenza alta nella popolazione e per la difficoltà di terapie tende a " favorire la spinta " dei pazienti all'autoerudizione sulla rete.

In realtà come ho già avuto modo di sottolineare in atri siti, le varie classificazioni sono note a tutti, l'aifa per quanto riguarda l'entità prostatite cronica e s. pelviprostatica equipara i malati di tali patologie a coloro che hanno avuto un infarto o angina.

Significa che l'impatto sulla vita di relazione e sulla psiche del paziente è alto.

Mentre nel caso della prostattite acuta è indispensabile la terapia antibiotica ecc ecc le varie analisi e altro ( oserei dire una prevenzione primaria di tale patologia molto diffusa una diagnosi tempestiva della stessa ) nel caso della famosa prostatite cronica abatterica è indispensabile inquadrare dal punto di vista clinico il paziente nella sua totalità.Correggere errori sia di stile di vita che di pregresse terapie o peggio autoterapie.
La mia esperienza nel caso delle prostatiti croniche è tale da poter asserire che spesso i pazienti devono innanzitutto essere ascoltati,ogni terapia deve mirare ad eliminare quanto più possibile il sintoma principale , spesso sono pazienti ansiosi che cambiano medico continuamente. La terapia della prostatite cronica gia deludente e abbastanza complessa necessita di perseveranza e adeguamenti terapeutici personalizzati.

Questa patologia ha impatto diverso a seconda dell'età e di tutti i problemi connessi.Spesso un farmaco prescritto non ha lo stesso effetto in pazienti diversi.Spessissimo le continue procedure diagnostiche oltre a creare ansie possono portare anche a " una maggiore iperreattività" della prostata. Le storie dei pazienti con prostatite cronioa batterica o abatterica si somigliano tutte ma.....non a tutti va bene la stessa terapia o lo stesso approccio psicologico.

Bisogna seguire molto il proprio medico e insime a lui trovare la soluzione per quel problema attendendo spesso molti mesi.

Ormai i pazienti sono super eruditi sulle terapie..parlano di alfa litici e serenoa...di urtica d. e tanto altro....spetta al medico saper dosare e prescrivere il giusto rimedio..magari sostituendolo o cambiando le dosi in relazione al caso clinico.

Spesso un maggior dialogo medico paziente riesce ad eliminare le ansie e il possibile corteo sintomatologico ( impotenza! eiaculazione precoce! spasmi perineali ecc ecc)

Il mio consiglio è quello sempre di affidarsi ad un medico e......seguirlo....senza sbandamenti pericolosi e inopportuni.
[#27] dopo  
Prof. Giovanni Martino
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ROMA (RM)
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Gentile Utente,
sono del tutto d'accordo con la conclusione finale contenuta nella ultima risposta del Collega PETROSINO.
Tuttavia credo che il problema di una astenozoospermia meriti un concreto approfondimento diagnostico e quindi terapeutico.
Ne parli ancora con il Suo Andrologo.
Ci tenga informati se lo ritiene utile ed opportuno.
Auguri affettuosi per tutto ed un cordialissimo saluto.
Prof. Giovanni MARTINO