Utente 191XXX
Egr. Dottore
Da 15 mesi io e mio marito (io ho 30 anni e lui 33) stiamo cercando una gravidanza che purtroppo non arriva. Ieri sono stata dal mio ginecologo per una visita di controllo e con l’occasione ho chiesto consiglio. Mi ha suggerito di richiedere una consulenza PMA per intraprendere un eventuale percorso di accertamenti. Parlando è però emerso che l’occupazione di mio marito potrebbe essere “responsabile” della difficoltà di concepimento: lavora come vetraio e quindi è esposto a calore piuttosto intenso per tutta la giornata. Fa questo lavoro da 18 anni...
Vorrei capire fino a che punto l’esposizione prolungata del calore come nel suo caso può compromettere la fertilità e soprattutto se in maniera irreversibile. A questa domanda il ginecologo mi ha risposto che è un ipotesi e comunque non è detto che il problema sia questo. Certamente ci affideremo al centro pma per avere maggiori informazioni ma se il problema fosse di questa natura, nella peggiore delle ipotesi ci sono possibilità di cure?
Ringrazio anticipatamente

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Dr. Giorgio Cavallini
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Cara signoras,
la 626 anti-infortustica dovrenbe avere sistemato tutte queste di esposizione ad eveni avversi. Cose. Prima di andare in un centro PMA faccia vedere suo marito ad un collegA E lei vada da ginecologo. Che magari il bimbo salta fuori con mezzi non artificiali: è il buon senso e la legge dello stato.