Utente 192XXX
Gentili Dottori,sono un giovane di 30 anni e sono stato operato circa 2 mesi fa di ernia inguinale congenita divenuta scrotale sx e varicocele.Nel primo periodo post-operatorio ho preferito ridurre i movimenti al minimo per non incorrere in brutte sorprese camminando soltanto in casa e uscendo in auto.Dovendo prendere il treno una decina di volte nel mese di Gennaio e percorrendo,dunque,a piedi poche centinaia di metri ho iniziato ad avvertire i primi fastidi che poi si sarebbero trasformati nel problema per il quale vi chiedo aiuto:provavo un fastidio(prurito-bruciore)proprio al di sotto della parte superiore della cicatrice ed al tatto sentivo un po' in profondita'come dei piccoli chicchi duri,ma non dolorosi(ho scoperto poi trattarsi dei punti di sutura).Dopo una settimana credevo poter affrontare camminate piu' lunghe senza particolari problemi.Per 2 giorni di seguito,ho percorso la distanza di Km 2,5 con passo normale.Al ritorno dalla seconda uscita,improvvisamente,i fastidi di cui sopra si sono trasformati in dolore molto forte,i nodi di sutura sono affiorati sotto pelle,apparendo induriti e la zona circostante leggermente tumefatta,gonfiata.L'ecografia non ha evidenziato alcun danno alla retina.Giungo alla conclusione,il problema e' il seguente:NON RIESCO AD USCIRE E A FARE LA MAGGIOR PARTE DEI MOVIMENTI,ANCHE I PIU'BANALI,SENZA DOVER PROVARE FITTE DI DOLORE ANCHE SOLTANTO AL CONTATTO CON VESTITI(PIGIAMA E SLIP COMPRESI).Il mio chirurgo sostiene che essendo molto magro,sono piu' sensibile al dolore non essendovi massa a protezione dei nodi di sutura che,affiorando,irritano la zona a contatto con qualsiasi cosa e che non ci sarebbe niente da fare non riassorbendosi i nodi.In effetti,tengo a sottolineare che peso 52 Kg e sono alto m.1,77(e' un fatto costituzionale,sono sempre stato esile).Credevo che i disturbi sarebbero diminuiti con il tempo;in 2 giorni,invece,mi sono ritrovato ad avere difficoltà per il dolore anche a stare seduto e,credetemi,potete immaginare come possa uscire e camminare.Antinfiammatori non ne posso prendere sia perche' non risolverebbero la situazione sia perche'ho problemi di forte gastrite e reflusso,sebbene prenda pantoprazolo 40 mg da vari anni.Francamente non ho idea di come possiate aiutarmi,ma perlomeno vorrei cercare di capire:1)COME DEVO COMPORTARMI?;2)SI TRATTA DI UN PROBLEMA TRANSITORIO?;3)AVETE GIA'TRATTATO CASI DI QUESTO GENERE?;4)ONDE EVITARE UNA RECIDIVA D'ERNIA,AVENDO UNA PARETE ADDOMINALE MOLTO FRAGILE E RILASSATA,COME POSSO CERCARE DI RINFORZARLA IN QUESTO STATO?Possibile che la situazione debba restare cosi'?Dottori,in sincerità,vengo da anni molto difficili in cui ho avuto una disfunzione immunitaria in seguito a peritonite dovuta ad appendicite acuta.Per fortuna,tutto risolto!Nessuna correlazione con l'ernia.Ma dopo anni in cui mi sono indebolito fisicamente non posso permettermi di essere ulteriormente inattivo.Chiedo scusa per la prolissita'e vi ringrazio di cuore x quanto mi potrete consigliare.

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[#1] dopo  
Dr. Stefano Spina
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1. Deve sentire il suo Medico se e' possibile effettuare qualche tipo di infiltrazione locale per ridurre la reazione locale
2. Se le suture utilizzate sono del tipo non riassorbibile dubito che il problema sia transitorio
3. Non con sintomatologia cosi' invalidante come da lei descritto, pero' e' frequente che le persone magre e con un sottocute poco rappresentato riferiscano disturbi di questo tipo.
4. La recidiva dell'ernia non ha nulla a che vedere con la parete addominale che lei sostiene di avere fragile, perche' la ritenuta dell'ernia avviene nei piani sottostanti e si basa su altri concetti che non implicano necessariamente che lei abbia una parete addominale di ferro.
Cordiali saluti
[#2] dopo  
Utente 192XXX

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Gentile Dottore,sono in debito verso di Lei,non avendoLa nemmeno ringraziata e fatto sapere niente.Ora sono imbarazzato a chiedere di nuovo aiuto a Lei o a chi abbia la pazienza di“leggermi”.Ho avuto problemi familiari,anche se 5 minuti per ringraziare li avrei avuti.Le chiedo scusa.
Più di 3 mesi fa le chiesi un consulto e le Sue risposte hanno avuto riscontro nella visita col mio chirurgo.Da allora la situazione pareva stesse migliorando senza farmaci sebbene non avessi praticato attività fisica.Nel primo consulto ho riferito di anni difficili per problemi autoimmuni(terapie cortisoniche).Problemi risolti ma con un’eredità pesante per l’apparato muscolare.Un medico dello sport,cui ho chiesto indicazioni sulla scheda per esercizi in palestra,mi ha suggerito una visita da un fisiatra.Questi ha parlato di“ipotonia muscolare generalizzata e forte cifosi”e consigliato cicli di idrokinesiterapia per rinforzare globalmente il tono muscolare.Mi sono dilungato ma desidero che la situazione sia chiara per avere un Suo parere.Ora da una decina di giorni si è verificata una situazione nuova:ho iniziato a avvertire fastidi che io stesso definivo solo in modo vago(senso di bruciore/dolore nella zona cicatriziale e adiacente con riflessi sulla parte superiore della coscia sinistra).Col tempo il disturbo si è localizzato nella parte inferiore della cicatrice.Dolore del tutto diverso da quello tipico del postoperatorio che diminuiva stando a riposo.Infatti,piegandomi o anche a letto o seduto,quelle che prima erano solo fitte saltuarie si sono trasformate in un dolore/bruciore quasi costante.Anatomicamente non noto anomalie né a livello testicolare né dell’addome inferiore salvo una particolarità forse legata a quanto sta accadendo: la parte inferiore del cordone cicatriziale sta subendo delle alterazioni.E’come se si stesse riaprendo tanto che la pelle all’interno appare arrossata, gonfia in superficie e viva come 2 settimane dopo l’intervento.Al tatto è come“di gomma”(non so dire meglio).Viceversa la parte superiore appariva fino a ieri quasi cicatrizzata ma è un processo in evoluzione visto che oggi il rossore sta occupando anche la parte di su.Non potendo contattare il chirurgo in questi giorni La prego di cercare di darmi una spiegazione pur sapendo che occorre un esame obiettivo dello specialista.
Un’ultima rapida questione.Non ho mai sofferto di ernia inguinale destra.Durante l’operazione(a sinistra)il chirurgo notò che a destra non c’erano problemi alla struttura che definì tonica.Senonché dopo l’intervento ho iniziato a avvertire saltuariamente dolori intermittenti a cui non ho dato importanza.Ma da quando è aumentato il dolore/bruciore sotto la cicatrice anche nella sede destra le fitte si sono fatte più continue. E’ possibile che dopo 5 mesi da un’operazione di ernia a sinistra si possa sentire dolore nella regione destra?
So di non avere il dono della sintesi.Mi scuso per aver rubato tempo alla Sua attività e,sempre grato,saluto cordialmente
[#3] dopo  
Dr. Stefano Spina
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Non credo che un dolore controlaterale (cioe' dalla parte non operata, la destra) possa essere imputabile all'intervento. Per il resto, come ha giustamente scritto lei, ci vorrebbe una valutazione dal vivo...
Cordiali saluti