Utente 188XXX
Buongiorno dottore,
il mio fidanzato ha fatto uso di eroina per un anno, fra il 1996 e il 1997.
Dal 1997 è in cura al SerT con Subutex, preso a vari dosaggi nell'arco degli anni.
Attualmente ne assume 4 mg a settimana.
Per 9 anni lo ha utilizzato in modo improprio, ovvero iniettandoselo (purtroppo glielo avevano dato in affidamento), e solo da qualche mese pare lo usi correttamente, ovvero per via sublinguale.
Ogni volta che deve effettuare un prelievo venoso gli infermieri impazziscono e non riescono a trovargli vene.
Deve fare docce bollenti di un'ora e a volte nemmeno questa soluzione è sufficiente.
Inoltre, durante il prelievo il sangue esce molto lentamente, a gocce.
Suppongo che la causa sia da ricercare nell'uso e nell'abuso di subutex (ma gradirei il suo parere in merito), ma soprattutto mi chiedo se questa difficoltà di uscita di sangue venoso non sia il sintomo di qualche patologia contratta.
In caso di risposta affermativa, quali esami/controlli medici è consigliato fare?
La ringrazio.
[#1] dopo  
Dr. Lucio Piscitelli
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Le cause di quanto riferisce sono con ogni probabilità da ricercarsi nel danno subito dai tronchi venosi superficiali a causa dell'azione lesiva dei principi attivi iniettati.
[#2] dopo  
Utente 188XXX

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Grazie dottore,
è una situazione reversibile o curabile?
E' da ritenersi un disagio o una patalogia che potrebbe interferire con eventuali cure future (ad esempio quella per l'epatite C che si appresta ad effettuare?).
La ringrazio ancora.
[#3] dopo  
Dr. Lucio Piscitelli
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Il tempo potrebbe comportare un certo recupero del patrimonio venoso.
In caso di necessità inderogabili e per terapie prolungate esiste comunque la possibilità di fare uso di dispositivi impiantabili per la somministrazione ripetuta di farmaci.