Utente 114XXX
Salve dottori,
sono un ragazzo di 26 anni: da due anni esatti sono affetto da diverse problematiche uro-genitali in parte curate.

Parallelamente infatti scoprii di essere affetto da Uretrite da Clamidia e da Prostatite (causata da diversi batteri susseguitisi).

Ovviamente mi sono recato da un andrologo. A questo punto c'è stato un intervallare di soluzioni e di problemi: ho prima eliminato la Clamidia grazie all'Azitromicina, poi mentre scoprivo di risolvere anche la prostatite, la Clamidia è ritornata.


La cosa di cui più ho paura è per l'appunto la Clamidia, per la sua aggressività dal punto di vista riproduttivo.

La prostatite in parte ho imparato a dominarla con tanta pazienza e con i consigli letti anche nei vostri forum (regole alimentari e di stile di vita).

Ma la Clamidia mi terrorizza: dopo un anno di negatività pluriconfermate da ripetuti tamponi, eccola riapparire.



Il mio andrologo mi ha proposto di non fare una nuova cura antibiotica e di provvedere invece con diversi farmaci immunostimolanti e fermenti lattici. Questi ultimi dovrebbero risolvere il problema. La cura la seguo da ormai 4 mesi ma grossi risultati non credo di averli raggiunti sebbene non abbia ancora fatto un nuovo tampone.

Quindi la mia domanda è la seguente: leggo un pò dappertutto che la Clamidia è una brutta bestia sebbene di facile risoluzione .


Il ritorno della Clamidia dopo un anno di negatività vuol dire che non me la togliero più di dosso?
Aggiungo che la mia compagna è stata opportunamente controllata ed esaminata senza riscontri alcuni perciò non c'è neanche da pensare all'effetto ping-pong (ho sempre usato le opportune precauzioni).


Ma sopratutto: qualora non se ne andasse più ed io volessi finalmente diventare padre, come posso fecondare la mia compagna evitando l'infezione?

Esiste una soluzione?



Con la speranza di ottenere delle risposte specifiche alla mia problematica,

vi ringrazio anticipatamente

Sarino




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Dr. Leonardo Di Gregorio
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Caro utente non si avvilisca intanto attenda il risultato del tampone poi sono sicuro e d'accordo con la terapia che le ha dato il collega, non si preoccupi per la sua fertilità in quanto la clamidia, qualora dovesse ripresentarsi, non le esclude la possibilità di essere fertile, pertanto non si scoraggi ed attenda paziente l'esito