Utente 488XXX
buongiorno, sono un ragazzo di 29 anni con un angioma cavernoso sul dorso della spalla destra. è presente dalla nascita e non si è mai capito se dovuto a complicazioni nel parto o al fatto che era già mio a prescindere dal cesario...cmq sta di fatto che ce l'ho!!!
l'ho sempre tenuto sotto controllo con ecografia, risonanze e angiografie..Non si è mai ingrandito è solo cresciuto in proporzione alla mia crescita nel corso degli anni e attualmente ha un estensione di circa 20x35cm.
Non mi ha mai dato problemi e mai dolore (solo un po' di fastidio quando dormo sul lato destro) e nessun medico si è mai azzardato di propormi una cura..
circa 4 anni fà sono stato da un chirurgo vascolare che mi ha proposto delle sclerosanti.ho effettuato le iniezioni settimanali per circa due anni e devo dire che qualche miglioramento a livello estetico c'era...
ma non diminuiva e dalle successive risonanze non si evidenziavano miglioramenti.
Qualche mese fa ho effettuato una nuova risonanza dove sembra essere emersa una vena nella zona ascellare che sembrerebbe alimentare l'angioma...Ora mi è stato proposto di sottopormi ad intervento per provare a cercare tale vena ed eventualmente reciderla e chiuderla.
Non mi è stato assicurato nessun risultato in quanto è un intervento sperimentale perchè non sanno se effettivamente esiste questa vena e se è l'unica o se ce ne sono altre.quindi è possibile che anche la sua chiusura non porti benefici..mi faranno l'anestesia totale perchè non sanno quanto tempo impiegheranno a cercare la vena...
L'ospedale è Le molinette di Torino perchè il chirurgo vascolare che vorrebbe operarmi lavora lì.
Secondo voi come devo comportarmi con tutti questi dubbi? e in più la chiusura di una vena è operazione ritenuta semplice o ci sono complicazioni (tipo possibili emorragie)...
esistono altre tecniche per operare casi come il mio? per esempio l'utilizzo di sonde o del laser o metodi più moderni rispetto al tagliare e cercare...
Che suggerite? farmi operare o no?grazie per l'attenzione
[#1] dopo  
Dr. Mario Forzanini
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indubbiamente va eseguito uno studio mirato: angiografia selettiva in particolare) per valutare la presenza o meno dell'arteria che 'alimenta' l'angioma: In caso di presenza la lesione non può più essere definita semplice angioma, ma malformazione vascolare e come tale va valutata l'ipotesi di una 'embolizzazione' endovascolare.

Laser e scleroterapia rappresentano poi indicazioni al trattamento della lesione, se sintomatica (sanguinamenti, aumento di dimensioni ecc.)

Per ulteriori informazioni:

http://www.forzanini.it/mav.htm
[#2] dopo  
Utente 488XXX

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innanzitutto la ringrazio per la tempestività della sua risposta...
Mi sono già sottoposto ad angiografia, anche se ignoro se fosse selettiva o meno, ma so che non sono riusciti a valutare la presenza della vena di origine.
Lei mi parla di arterie, mentre a me è stato indicata la possibilità di un eventuale chiusura della vena che alimenta l'angioma. mi perdoni x la domanda, ma in materia sono ignorante, ma c'è un po' di differenza tra le 2. quindi se fosse l'arterisa quella da chiudere è ancora più pericoloso l'intervento?
mi pare di aver capito dal suo sito che Lei ha esperienza in materia, le è già capitato di operare casi simili al mio? se fosse interessato potrei mandarle delle foto...
il mio timore è di mettermi in mano a medici che mi hanno confessato che non hanno mai avuto un caso come il mio.
se invece ci fosse la possibilità di sentire il parere di un chirurgo con esperienza nel campo, sarei più rincuorato...
mi potrebbe indicare dove potrebbero essermi d'aiuto.ho letto del gaslini di genova ma se non erro è solo pediatrico..
[#3] dopo  
Dr. Mario Forzanini
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L'angioma è un intricato sistema di vicoli e viuzze formato da vasi molto piccoli. adesso faccia conto che l'angioma (lesione rossa) sia come un incrocio, in cui afferisce una via (arteria) e da cui parte un'altra via (vena). Il sangue arriva dall'arteria, attraversa l'angioma e se ne va dalla vena.
Se questi vasi sono grossi, si possono vedere altrimenti ce ne possono essere tanti, ma non visibili all'angiografia.
L'angiografia ha studiato l'arteria. Se c'è quasta va embolizzata (o almeno si tenta). Se invece c'è una vena visibile (l'angiografia a volte la vede, ma non sempre), questa va chiusa usando la scleroterapia (come le vene varicose).
Se nè arteria, nè vena si vedono, vuol dire che ce ne sono molte, ma piccole, impossibili da chiusìdere tutte. In questi casi si tratta solo l'angioma, se sintomatico o esteticamente deturpante, con scleroterapia unita o meno al laser.
Spero di essere stato chiaro, almeno con gli esempi; fermo restando che ogni angioma ha la sua anatomia, sede, modalità di 'nutrimento' ecc e che ogni lesione è normalmente attaccata ad un paziente, con la sua storia clinica, le sue patologie concomitanti ecc.
Nessun problema se desidera una valutazione personale di presenza, prenotabile telefonicamente (recapiti sul sito www.forzanini.it). Se ne trattano molte di queste lesioni, solitamente piccole. Però, quando indicato, a volte bisogna affidarsi a centri che raccolgono casi difficili e da trattare a livello multidisciplinare (angiologo, radiologo ecc). Il gaslini è ottimo (è pediatrico ma ha anche un centro di studio malform vascolari), oppure il pediatrico Buzzi di Milano (prof. Vercellio), per cui vale lo stesso discorso. In genere i centri malform vascolari sono in ospedali pediatrici perchè i casi più gravi sono quelli congeniti che iniziano proprio in età pediatrica.
se desidera altre informazioni o vuole inviarmi foto, faccia pure riferimento al sito www.forzanini.it, dove trova anche una email.
cordialità,