Utente 159XXX
Buongiorno,
Vi scrivo per avere un parere su mio marito, iperteso, in cura con Cardura e Lobivon da 19 anni (ora ne ha 58).
Non ha mai avuto particolari problemi in montagna, siamo grandi camminatori e ci piace fare passeggiate (massimo a quota 200-2200). L'estate scorsa, prima di recarci in montagna, mio marito ha fatto alcuni controlli (ECO color doppler, prova sotto sforzo, ecc.) ed il cardiologo ha detto che non c'era nessun problema ed avrebbe potuto addirittura scalare l'Everest.....(??).
Un giorno siamo andati a quota 1.800 ed il giorno dopo a quota 1.500, senza problemi) Il giorno successivo si è alzato dicendo che gli girava la testa, ha misurato la pressione ed aveva 90-230. Al pronto soccorso gliel'hanno abbassata con dei farmaci e da quel giorno non ha più avuto problemi, ma non siamo stati a più di 1200 metri. Il paese dove soggiorniamo è a 980 m.
La domanda è questa: secondo Voi il rialzo abnorme di pressione è stato a causa dell'altitudine? Dato che quest'estate torneremo in montagna, ci siamo chiesti se potrebbe essere rischioso andare oltre i 1200 metri... Il cardiologo ha detto che potrebbe essere stato un episodio isolato, anche perchè è sotto terapia e questo non dovrebbe accadere...
Attendo un Vostro parere e ringrazio anticipatamente della risposta.
Cordiali saluti.

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Dr. Maurizio Cecchini
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Non c'e' alcun nesso scientifico chiaro tra altitudine e valori pressori, ovviamente per qute umanamente raggiungibili (non l' Everest); va tuttavia considerato che oltre i 1500 metri di altitudine la concentrazione di ossigeno si fa via via piu' ridotta, il che comporta sicuramente un aumento della fatica e della frequenza cardiaca. L'aumento della fatica puo' comportare una umento isolato della pressione sistolica 8come pare essere successo a suo marito). Il concetto da seguire pertanto e' di considerare che uno sforzo che a livello del mare costa X in termini di lavoro cardiaco, mentre a 2000 metri di altezza costa...X + qualcosa, e questo qualcosa non e' prevedibile.
Cordialmente
cecchini
www.cecchinicuore.org