Utente 109XXX
Dottori stamattina me la sono vista brutta... mi sono sentito malissimo tanto da dover abbandonare il luogo di lavoro. La cosa assurda è che esattamente un anno e 2 giorni fa (me lo ha ricordato un collega) mi sono sentito allo stesso modo!

Vi scrivo quello che mi è accaduto:

Cominciato stamattina a sentire nausea incalzante; avvertito senso di stordimento prima lieve, poi crescente. Avvertita difficoltà respiratoria e pressione addominale. Ho cercato di far finta di niente.

Una volta in ufficio, mi è stato riferito da tutti di essere molto pallido e avere malessere in volto. Nausea aumentata, senso di malessere e mancamenti.
Senso di mancamento spinto al limite dello svenimento, scarsissima lucidità mentale, formicolio intensissimo alle mani e agli avambracci, alla nuca ai lati del volto e alla mandibola, nonchè al torace forte a tal punto da non riuscire ad avvertire la respirazione. Mani fredde, una mano bianca (DX)e l'altra rosea, pallore in volto crescente e decrescente.

Provato ad ascoltare il polso come faccio altre volte, ma non ho avvertito nessuna pulsazione al tatto, il che ovviamnete non vuol dire avessi il cuore fermo, ma forse erano debolissime.

Sintomi intermittenti, malessere appena menzionato che va e viene, assunto del magnesio e acqua con zucchero.

Malessere svanito lentamente, ma non del tutto, dopo 2 ore. Quando si è tolto abbastanza da riacquistare lucidità, mi sono alzato in piedi (piante dei piedi dolenti al contatto con il suolo).

Visto strane macchie nere e altre luminose con gli occhi. Mi è stato riferito di aver riacquistato un colorito roseo al volto.
Avvertito improvviso senso di calore al volto , notato rossore e occhi lievementi rossi. Dal momento che potevo camminare adesso, sceso per andare in farmacia a misurare la pressione (130 - 80).

Provato senso di estrema spossatezza alle gambe e debolezza, tanto che mi hanno dovuto riaccompagnare a casa.

Ora che vi scrivo da casa, è passato quasi tutto, tranne il formicolio ai piedi, dei colpi di nausea forte ogni tanto e una fitta (che forse non c'entra niente) al collo lato DX.

Anche ieri mentre tornavo a casa ho avvertito malessere e mancamento, ma mi è subito passato.

Che cosa può essere? Il cuore sta bene, ho fatto un holter la settimana scorsa...

Mi resta il dubbio di una cattiva circolazione , perchè apparte oggi che mi sono sentito malissimo, quasi morire, altre volte i formicolii si tolgono se cambio posizione. Di solito non sto male così, ma oltre ad oggi solo l'anno scorso mi sono sentito così.

Ho già indagato cardiologicamente, e non risultano patologie. Secondo voi può essere la circolazione? cosa può essere e che esami fare per fugare dubbi?
[#1] dopo  
172248

Cancellato nel 2011
Gent.mo Utente,

ho visionato accuratamente tutta la Sua storia clinica. Basandomi anche sul fatto che Lei ha indagato tutto l'aspetto cardiologico, l'ipotesi compatibile che sembrerebbe più probabile è quella di una crisi ipoglicemica o vasovagale che hanno scatenato un attacco di panico. Naturalmente è solo un'ipotesi.

Quanto alla Sua domanda a proposito degli approfondimenti, da me avrà sempre la medesima risposta: Deve essere il Suo Medico a decidere SE e, eventualmente, QUALI approfondimenti richiedere. Se Lei procederà di propria volontà, oltre a spendere denaro forse inutilmente, si troverà di fronte alla concreta possibilità che il Suo curante non ne tenga nessun conto perché non li ritene utili.
[#2] dopo  
Utente 109XXX

Iscritto dal 2009
Dottore innanzitutto grazie per la risposta e per aver visionato la mia anamnesi clinica precedente.

La sua ipotesi sulle 2 crisi da lei indicate, e poi convergenti versos l'attacco di panico mi incuriosiscono.

Secondo lei quali sintomi sono legati alle crisi e quali all'attacco di panico tra quelli che ho avuto?

Inoltre so che non può dirmi quali esami fare, volevo solo un parere in linea di massima sugli aspetti per i quali si indaga in casi simili, tenendo presente quanto già fatto (che comunque lei ha letto).
[#3] dopo  
172248

Cancellato nel 2011
Gwnt.mo Utente,

è cosa nota agli "addetti ai lavori", che l'attacco di panico è predisposizione ai sintomi somatici e gli stessi predispongono e facilitano il panico. Fino a circa venticinque anni fa si pensava che le cose fossero separate ma ci sono delle evidenze scientifiche chiare in tal senso soprattutto di scuola Inglese.

La vaghezza dei sintomi, le sensazioni non ben localizzabili (debolezza, formicolio) e risolvibili con manovre di significato principalmente psicologico (un po' di Magnesio e di zucchero, solitamente, hanno effetti trascurabili se non per l'atto in se stesso di assumerli), sembrerebbero orientare in tal senso. L'ipotesi è corroborata anche dagli accertamenti già esperiti con risultati non risolutivi sotto l'aspetto diagnostico di alterazioni organiche e dalla Sua storia clinica (o almeno da quella che Lei ci prospetta).

La mia sensazione è che non sia utile una rassicurazione, men che meno mediante ricerche cliniche, ma una comprensione dei meccanismi psicologici di questa Sua percezione emotivamente carica e del Suo comportamento conseguente (Lei si ritrae come una persona estremamente attenta a tutti i Suoi parametri clinici che, invece, per un Medico hanno generalmente poco significato al di fuori di un quadro generale applicato al singolo Paziente come unicum: questa è la differenza tra chi legge di Medicina su Internet e un Medico).

E non è la prima volta che cerco di comunicarLe questo.
[#4] dopo  
Utente 109XXX

Iscritto dal 2009
Dottore la ringrazio ancora per il suo interesse. Leggo che lei è perfezionato in psicoterapia... se possibile vorrei da lei qualche indicazione.

Ultimamente sto facendo una constatazione, anche sottolineata dalle persone che mi stanno vicino... alla fine della fiera, forse l'unico specialista che potrebbe aiutarmi a comprendere questo caos che va avanti da un anno è uno psicoterapeuta.

Probabilmente, l'unica vera visita risolutiva da fare per me è proprio questa, per valutare il perchè di tutto ciò, e sperare che finisca anche una volta per sempre.

Io non sono ferrato sul campo, a chi dovrei rivolgermi per risolvere la mia situazione?

Che tipo di specialista dovrei consultare perchè mi aiuti?

La prego di indirizzarmi, cosa che chiederò per certo anche al mio medico di base, ma nel frattempo almeno per l'individuazione del profilo professionale che potrebbe aiutarmi, vorrei un aiuto da lei se possibile.

La ringrazio.
[#5] dopo  
Dr.ssa Angela Pileci
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Iscritto dal 2009
Gentile utente,

qualora si trattasse di un attacco di panico, il trattamento migliore rimane la psicoterapia.

Non è da escludere (un collega lo ha notato) che abbia già avuto in passato tali attacchi ma che siano stati valutati altro. E' nato da qui il timore che l'ha spinta a fare tutti gli accertamenti che ha fatto negli ultimi tempi?
[#6] dopo  
Utente 109XXX

Iscritto dal 2009
Dottoressa in realtà non deriva dal primo attacco (se davvero si tratta di questi).

C'era già un'apprensione su alcuni sintomi precedenti, tipo vari formicolii, solo che poi l'iter ospedaliero l'ho cominciato quando si sono manifestati i primi sintomi seri che sono poi sfociati nella prima crisi di questo tipo.

Da allora non ci ho capito più niente.

Lei che ne pensa?
[#7] dopo  
172248

Cancellato nel 2011
E' uno dei motivi per i quali io sono piuttosto deciso nel chiarire che è il Medico a dover decidere se approfondire e come. Ed è altrettanto frequente che ci si senta svalutati nel pensare che ci sia un'origine psicosomatica. Psicosomatico non significa immaginario, anzi, si tratta di qualcosa molto reale e concreto, solo che le connessioni non sono sempre chiarissime a chi non voglia guardare a fondo e considerare corpo e mente come un tutto unico.

Il risultato di tutto quersto sono gli iter interminabili, con reperti che spesso non hanno significato clinico e, non di rado, la ricerca dell'ennesimo medico che "sappia finalmente vederci chiaro". In parte è un difetto del sistema italiano che consente il cambio di scelta del medico troppo facilmente, laddove in altri paesi si è vincolati territorialmente oppure è necessario un preavviso di tre mesi per farlo. Questo, in aggiunta all'offerta privata senza regole e alla pletora medica, consente a chiunque di procedere di testa propria a decine e decine di accertamenti che non portano a nulla.

Naturalmente non succede sempre, ma un buon MEdico di Medicina Generale (e non tutti lo sono) si rende sempre conto di questi meccanismi e ad essi oppone, solitamente, fermezza (non rigidità) e li spiega al Paziente.

La Dottoressa Pileci ha ragione nel prospettare un intervento psicoterapeutico; se si volesse essere scientifici (e io non posso evitarlo), le evidenze dimostrano che la terapia farmacologica appropriata affiancata da un intervento psicoterapeutico hanno dimostrato uguali risultati misurabili nei primi episodi ma una maggiore durata, comparati con solo farmacoterapia o solo psicoterapia, nei confronti delle recidive.

In parole povere, farmaci e psicoterapia usati appropriatamente e insieme (o sequenzialmente) dimostrano una maggiore durata nel tempo dell'efficacia.
[#8] dopo  
Utente 109XXX

Iscritto dal 2009
Quindi mi suggerisce di andare da uno psicologo o psicoterapeuta (non so se sono le stesse figure)? io in realtà l'anno scorso ho già preso degli ansiolitici, in particolare dello Xanax, che mi ha aiutato molto. Poi l''ho sospeso, e tutto l'inverno l'ho passato più che bene.

Però non sono mai stato da uno psicologo.
[#9] dopo  
Utente 109XXX

Iscritto dal 2009
Dottore sono circa 3 giorni che di notte mi sveglio d'improvviso, perchè avverto nausea e senso di mancamento (il che è strano visto che dormo).

Poi, così per caso, durante questi fenomeni ho deciso di sentire il mio polso, e ho notato che è debole rispetto a quando non avverto questi sintomi.

Spesso anche durante il giorno ho il polso debole con un pò di aritmie, lo so perchè la macchinetta della pressione (tra l'altro alta) segnala anche i battiti.

Inoltre da due giorni ho debolezza agli arti, e oggi tremore alle mani.

Cosa può essere?
[#10] dopo  
Utente 109XXX

Iscritto dal 2009
Nessuno che possa rispondermi?