Utente 214XXX
Buongiorno, sono un ragazzo di 31 anni con un passato un po` burrascoso per quanto riguarda il mio cuore. Riassumo brevemente:
Sono nato con una cardiopatia congenita, ventricolo unico e atresia della tricuspide. A pochi giorni dalla nascita ho subito un intervento palliativo in funzione di un intervento di tipo Fontan a 8 anni.
Non ho avuto piu problemi fino alla puberta in cui ho iniziato ad avere episodi di tachicardia sopraventricolare. Inizialmente questi episodi si manifestavano una o due volte all`anno. Sono poi aumentanti fino ad arrivare a diverse volte l`anno concentrati in alcuni periodi (primavera e inverno)
Prima di valutare un ablazione mi sono stato prescritto del sotalolo da prendere ogni giorno. Col tempo mi hanno consigliato di aumentare le dosi dato che il farmaco risultava inefficace. Questo inverno ho avuto 4 attacchi mal tollerati con pulsazioni a 220 e forte dolore toracico. Generalmente in passato riuscivo a gestire di persona questo problema e andare magari al prontosoccorso da solo. Gli ultimi episodi sono stati devastanti per il mio benessere fisico e anche mentale.
Ho dunque scelto di sottopormi ad ablazione, e dopo aver fatto lo studio elettofisiologico mi hanno consigliato di aumentare le dosi di sotalolo e prendere del lanoxin poiche` ablare nel mio caso poteva essere rischioso. Le mie tachicardie vengono causate da 3 punti di tessuti cicatriziali e andando a ablare in quei punti avrebbero rischiato un blocco cardiaco.
Da aprile, data in cui mi sono sottoposto all`intervento, a oggi non ho avuto piu crisi. Tuttavia continuo ad avere extrasistoli quasi continuative e un senso di costrizione toracico e talvolta delle fitte proprio quando capitano queste extrasistoli. Questa situazione mi rende ansioso soprattutto in luoghi e in situazioni in cui non posso avere un soccorso immediato.
Inoltre mi aspetto un episodio da un momento all`altro e non riesco a rasserenarmi totalmente. Credo che le ultime crisi che ho avuto di recente, una delle quali in volo verso Londra, mi abbiano fortemente condizionato.
Volevo chiedere quindi se questo senso di costrizione toracico e queste sporadiche fitte possono essere un campanello d`allarme per un eventuale attacco.
E anche se mi devo aspettare un assuefazione alle pillole che prendo (come e` successo in passato) cioe' che queste ritornino ad essere inefficaci a lungo andare.
Ho gia eseguito comuqnue un holter e sono sotto controllo presso il mio medico che mi ha tranquillizzato molto sostenendo che ho una condizione invidiabile.
C`e` da dire che quando vado a fare controlli mi sento bene, capitano rare extrasistoli e non accuso quasi nessun dolore o fitta. Cio` mi fa pensare piu ad un problema ansioso che non cardiaco. Avessi un cuore sano ne sarei certo...ma visto che ho avuto problemi il dubbio ce l`ho.
Grazie anticipatamente

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[#1] dopo  
Dr. Maurizio Cecchini
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I dolori trafittivi non la devono minimanete preoccupare. Per cio' che riguarda le aritmie mi apre che l'holter da lei riportato sia tranquillizzante.
Arrivederci
cecchini
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[#2] dopo  
Utente 214XXX

Iscritto dal 2011
Ringrazio per la risposta cosi` tempestiva.
Suppongo dunque che questo senso di pesantezza e fitte siano dovute a uno stato ansioso piu` che alla mia malformazione cardiaca.
E` possibile pero` che i farmaci che sto attualmente prendendo possano diventare inefficaci con l`andare del tempo e ritornare ad avere episodi di tachicardia mal tollerata?
[#3] dopo  
Dr. Maurizio Cecchini
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Solitamente cio' non accade. Arrivederci.
Cecchini
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