Utente 226XXX
Salve,

nel 2006 in seguito ad un incidente stradale mi ruppi radio ed ulna in maniera scomposta all'avambraccio sinistro.

Mi ricoverarono ed in ospedale venni operato in narcosi con la correzione della frattura ed il successivo ingessamento dell'arto per la durata di 2 mesi, la soluzione scelta dal dottore non ebbe risultati soddisfacenti in quanto i focolai di rottura non guarirono a dovere. Allora si scelse di applicare ostesintesi di una placca e 6 viti sul radio ed un chiodo endomidollare ulnare ed ingessatura di 45 giorni, la frattura radiale guarì mentre l'ulna diede problemi di pseudoartrosi e la situazione è tutt'oggi corrente in merito all'ulna perchè non ho avuto l'opportunità di consultare specialisti in merito dati altri problemi non fisichi che non mi hanno permesso di dedicare tempo a me stesso.

Nel 09/2010 mi sono dovuto operare ad exeresi di una neoformazione "sinoviale" (quindi solida) al polso sx, dove mi è stato rimosso il flessore profondo del 5°.

Oggi 10/2011 dopo una ecografia la quale era impedita dagli esiti cicatrizziali precedenti, si è scelto di fare una RMN e questo è il testo dell'analisi:

R.M Polso Sinistro

L'esame R.M. del polso sinistro ha mostrato:
- Visibilità di vistosi artefatti metallici del polso e dell'avambraccio da verosimili esiti del pregresso intervento chirurgico.
Sul versante volare del polso e del 3° distale dell'avambraccio è evidente una voluminosa formazione espansiva che appare di segnale intermedio in T1 e disomogeneo in T2 per l'alternarsi al suo interno di zone di relativa iperintensità e di basso segnale; la lesione misura in sezione assiale cm 4x2 ed in sezione sagittale cm 7,6x1,6.
La lesione ingloba i tendini dei flessori superficiali delle dita contraendo rapporti di contiguità con i tendini dei flessori profondi, occupando il sottocute e giungendo in contiguità con il profilo cutaneo.
Il reperto, che potrebbe essere da attribuire a recidiva loco-regionale della lesione precedentemente asportata, va tipizzato istologicamente.
Non sono evidenti lesioni ossee strutturali in atto.

Il Radiologo

Chiedo a voi di medicitalia.it quale è la prassi dignostica per il mio problema di salute in relazione alla neoformazione ed alla pseudoartrosi ulnare.

Grazie

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[#1] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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Gentile Signore,

il titolo da lei dato a questo consulto è improprio: non si tratta certamente di una "cisti" tendinea.

Sarebbe fondamentale che lei fornisse il risultato dell'esame istologico del pezzo asportato con il precedente intervento del settembre 2010: lei parla solo di "neoformazione" sinoviale, che è un termine assolutamente generico e non specifica l'esatta natura di tale neoformazione.

Sarebbe inoltre importante la descrizione di quell'intervento chirurgico.

Cordiali saluti.
[#2] dopo  
Utente 226XXX

Iscritto dal 2011
L'esame istologico ha dato: Fibroma tendineo

[#3] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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Gentile Signore,

ritengo che si debba procedere a un intervento di exeresi radicale della neoformazione recidivata, mentre per la pseudoartrosi ulnare, oltre a un intervento chirurgico di osteosintesi con innesto osseo, si può provare con alcuni cicli di onde d'urto (per frammentare il callo fibroso) seguite da magneto-terapia domiciliare (almeno 6 ore al giorno), ovviamente previa immobilizzazione del polso con tutore rigido.

Buona giornata.
[#4] dopo  
Utente 226XXX

Iscritto dal 2011
Grazie per la risposta dottore,

volevo chiederle quale comparto ospedaliero mi consiglia per risolvere i miei problemi.
[#5] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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Un Reparto di Chirurgia della Mano, se possibile, oppure un Reparto di Ortopedia con medici che abbiano esperienza in chirurgia della mano (il che non è affatto automatico).

Il Centro a lei più vicino è:

http://www.sicm.it/dett_centro.html?id_centro=24

Cordiali saluti.