Utente 140XXX
Salve dottore, sono un ragazzo di 27 anni e circa un anno fa ho cominciato a notare la comparsa di capillari nella zona delle caviglie sia destra che sinistra. Premetto che mio padre soffre di varici ed è stato operato alla safena. Inoltre io svolgo ed ho sempre svolto attività lavorative di fabbrica che comportano la prolungata posizione in piedi durante il giorno. Comunque ritornando al discorso, con il passare del tempo questi capillari sembrano essere aumentati e diventati di colore più scuro. Attualmente sono addirittura comparse delle vene, che a me sembrano varici perché prima non erano così gonfie, concentrate di più in prossimità della caviglia destra, ma qualcuna anche sulla sinistra. Nella zona della caviglia destra sembra che ci sia un vero e proprio ematoma. A farmi scoraggiare ancora di più è la sensazione che in entrambe le gambe,soprattutto dalle caviglie al ginocchio, si comincia a definire di più il colore verde di alcune vene sotto la pelle. Mi sono recato da un angiologo che ha eseguito una velocimetria doppler del sistema venoso degli arti inferiori, di cui questo è il referto:
- Si evidenzia sound indicativo di pervietà degli assi venosi profondi nonchè safenici, bilateralmente. Gli assi venosi profondi sono normomodulati con gli atti respiratori e normocontinenti alle prove di attivazione muscolare, bilateralmente. Le crosses safeno-femorali e gli osti safeno-polplitei si presentano normocontinenti alle prove di attivazione muscolare. Si evidenziano varicosità diffuse bilaterali.

L’angiologo mi ha proposto di iniziare una terapia a base di sclerosanti, ma prima di recarmi nuovamente da lui ho letto su internet che nella zona del malleolo è assolutamente sconsigliabile questa terapia perché può provocare necrosi. Per questo volevo un suo parere specialistico. Poi ultimamente si parla molto di laser endovenoso per la cura delle varici e dei capillari. La laserterapia potrebbe essere più indicata nel mio caso considerando che la mia paura è soprattutto “estetica” ?
Cordiali saluti

[#1] dopo  
Dr. Lucio Piscitelli
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Gentile Utente,
i sintomi che riferisce sembrerebbero effettivamente quelli dell'insufficienza venosa e andrebbero eventualmente confrontati con i rilevi di un ecocolordoppler (esame diverso da quello da Lei eseguito), per poter definire in maniera adeguata il trattamento più indicato nel suo caso (chirurgia, laser endovenoso, scleroterapia, elastocompressione, ecc.).
La possibilità di complicazioni della scleroterapia in sede perimalleolare richiede particolare attenzione, ma la metodica, eseguita con competenza ed attenzione e con le giuste indicazioni, è un rimedio sufficientemente sicuro.
[#2] dopo  
Dr. Enrico Cappello
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caro utente,
il quadro da lei riportato presenta le caratteristiche di una insufficienza venosa cronica al primo- secondo stadiosu base eredofamiliare. la terapia elastocompressiva con calzino e l'utilizzo di bioflavonoidi(farmaci) è di solito sufficiente per ridurre o far scomparire i sintomi. riguardo la scleroterapia nella zona malleolareè in mani esperte del tutto sicura,gli episodi di necroni si manifestano per errata iniezione in arteria o eccesso di dosaggio dello sclerosante. nel secondo caso parliamo di eventi comunque reversibili.
è fondamentale eseguire un ecocolordoppler venoso per escludere una incontinenza tronculare della safena interna alle volte presente anche se gli osti safeno-femorali sono continenti. se lei dovesse trovarsi in tale condizione, prima di intraprendere qualsiasi terapia è necessario il trattamento della safena interna prima di chiudere i capillari e le varici radicolari alla caviglia.
ovviamente questo è un parere a distanza incompleto di una visita ed una valutazione di persona