Utente 383XXX
sono un uomo di 40 anni: non ho mai avuto problemi circolatori, ho una pressione di 120 su 75 da sempre, elettrocardiogrammi sempre regolari, ecc)pratico sport continuo anche se con moderazione, cerco di tenere una dieta nella norma, peso 70 kg per 1,68 cm di altezza.
7 mesi fa sono stato operato al ginocchio dx per condropatia ed impianto di protesi meniscale (a seguito di trauma ed altri interventi alla gamba).
nei giorni successivi all'intervento ho sopportato forte dolore al polpaccio (da tenermi sveglio), gonfiore alla gamba, freddo e fastidi continui,pulsazioni "rumorose" in fase distesa soprattutto di notte. dopo quasi 2 mesi (con attività motoria già iniziata) è stata diagnosticata con ecodoppler richiesta dall'ortopedico una trombosi alla vena (surale)del polpaccio (verosimilmente post operatoria: il mio medico di base che mi ha più volte visitato non ha considerato il rischio trombosi nonostante i sintomi), e mi sono state prescritte le seguenti cure:
clivarina in sovradosaggio per 10 gg
coumadim per 50 gg, con tanti problemi (epistassi, ematomi neri e dolorosi), nonostantei normali controlli del tempo di protrombina (tra 2 e 3).
interrota la cura con coumadim ho ricominciato con la clivarina.
il trombo da 5 mm si è ridotto a 2,5 mm,a fronte di queste cure: oggi sembra "ben fissato"alla parete

premesso che a distanza di 7 mesi dall'intervento sto facendo una "vera" riabilitazione, per ottenere ilmmiglior recupero dell'arto oggi non ancora simile all'altro per forza, mobilità, ecc.
sento sempre dolore al polpaccio, soprattutto la sera, e spesso sento il bisogno di stendermi e di sollevare l'arto.
comincio ad essere preoccupato poichè il dlore non passa, ed aumenta la consapevolezza che tutte le cure fatte (con i problemi che mi hanno portato) non siano servite a molto.
ho sentito parlare di un intervento di estrazionedal trombo entrando dallavenafemorale.
cosa posso fare?
devo stare tranquillo e sopportare (come ho fatto questa estate prima che mi fosse scoperto il trombo, causa di problemi e dolore), o mi devo preoccupare?
esiste un centro di eccellenza (sono di ravenna) dove posso rivolgermi?
ringrazio anticipatamente per le3 risposte che spero mi darete: vi prego di considerare che, oramai, sono davvero stanco di sopportare il dolore e vorrei dimenticare tutto questo.
luigi


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[#1] dopo  
Dr. Renato Casana
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MILANO (MI)
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Caro Utente, la trombosi venosa profonda può essere “essenziale” (primitiva) e/o “secondaria” ad un intervento chirurgico quale l’intervento ortopedico a cui Lei si è sottoposto. Ovviamente non tutti coloro che si sottopongono ad un intervento di chirurgia ortopedica vanno incontro a questo genere di complicanza. Indipendentemente quindi dalla terapia con eparina a basso peso molecolare (Clivarina) e successivamente anticoagulante (Coumadin) a cui Lei si è sottoposto, credo sia indispensabile conoscere le cause eziopatogenetiche della sua trombosi. Generalmente esistono dei fattori predisponesti che alterano l’assetto emocoagulativo che è bene conoscere per evitare che episodi di trombosi si possano nuovamente verificare in futuro. Questo stato di ipercoagulabilità viene definito con il termine di “trombofilia”. Consiglieri quindi di sottoporsi con il suo dossier clinico ad una valutazione internistico-ematologica dopo aver eseguito un completo “screening trombofilico” Questo è l’elenco degli esami per lo screening: emocromo completo, VES, Proteina C reattiva, Fibrinogeno, Ab anti-cardiolipina (IgG,IgM), Ab anti-beta2 GPI (IgG, IgM); LA (Lupus anticoagulant), Antitrombina III, Mutazione del fattore V di Leiden, Mutazione della protrombina, Mutazione dell’MTHFR (metiltetraidrofolato redattasi), Omocisteinemia basale, AP /APTT, alfa-fetoproteina – CEA, vitamina B12 ed folati . Per saperne di più può consultare Il sito web www.renatocasana.it . alla voce (Le Trombofilie: la malattia e lo screening) Cordiali saluti R. Casana www.arcamedica.net
[#2] dopo  
Utente 383XXX

Iscritto dal 2007
Gentile Dottore
grazie per la Sua risposta. Mi sottoporrò agli esami che Lei mi ha consigliato quanto prima, sperando di poterLe sottoporre l'esito per un ulteriore commento.
Le chiederei anche come ritiene di considerare il dolore che avverto al polpaccio (esattamente localizzato nella zona del trombo, tanto da essere stato una "guida sicura" durante l'ultimo ecocolordoppler di controllo). I Medici che mi hanno visitato di recente hanno minimizzato, e mi hanno detto che il coagulo potrebbe rimanere lì dove è per sempre. Mi viene da pensare: se sono stato trattato coì pesantemente per due mesi da quando è stato scoperto il trombo, perchè ora non dovrei fare più nulla per eliminarlo definitivamente?
Sperando in una ulteriore risposta, Le invio i più cordiali saluti.
luigi
[#3] dopo  
Utente 383XXX

Iscritto dal 2007
Gentile Dottore,
lo screaning trombofilitico non ha rilevato nulla che faccia pensare ad una predisposizione genetica.
Al momento sto continuando la ginnastica e la riabilitazione, ma provo un certo dolore nel polpaccio, che parte dal punto dove è situato il trombo e si allarga verso il basso.
E' possibile intervenire chirurgicamente per eliminare il problema.
Grazie e buon lavoro.
luigi
[#4] dopo  
Dr. Simone Carulli
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TREVIGLIO (BG)
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Iscritto dal 2008
Gentile Sig.Luigi,
a questo punto non mi preoccuperei di proseguire ulteriormente nelle indagini eziologiche della trombosi anche perchè il tutto può semplicemente essere la conseguenza dell'intervento chirurgico e dell'immobilizzazione conseguente,che lei ha raccontato, anche in assenza di una trombofilia.
La terapia anticoagulante a cui lei si è sottopone non è servita in nessun momento a "curarle", "farle sciogliere" o ridurre il trombo ma serve solo a proteggerla da embolie pomonari.
Il trombo va incontro normalmente ad un rimodellamento spontaneo da parte dell'organismo che porta ad una "ricanalizzazione" ,cioè una riapertura della vena, o ad una sorta di cicatrizzazione parietale.
La chirurgia è quindi assolutamente fuori luogo nel suo caso.
Trovo molto strana poi una così precisa localizzazione del dolore per una trombosi così modesta; non vorrei che i suoi disturbi fossero legati anche al quel trauma ed a quelle operazioni che non ha ulteriormente specificato.
In conclusione: ci sono le premesse per passare un'altra estate tranquillo!
Cordiali saluti