Utente 150XXX
Gentile Dottore,
25 anni, uomo, vi scrivo solo per chiedervi se è normale che misurando la pressione da seduto (115-75) i battiti siano in media 60-65, ma se mi alzo in piedi e rimisuro la pressione i battiti salgono vertiginosamente ad oltre 95. Questo me l'ha fatto notare il mio medico (poi ho ri-testato a casa), il quale però non mi ha dato una risposta.
Non ho mai sofferto in vita di sbalzi di pressione se non da un anno a questa parte (mai capito il motivo, l'unico che credo possa influire sia la cervicale), in ogni caso quando mi alzo in piedi sento ogni tanto un senso di vertigine
Saluti

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[#1] dopo  
Dr. Vincenzo Martino
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Gentile utente,
il fenomeno fisiologico da lei descritto rientra nella piena normalità, stia sereno.
Esso è dovuto ad un iniziale aumento dei battiti cardiaci per un ridotto ritorno venoso.
Saluti
[#2] dopo  
Dr. Ugo Miraglia
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La brusca assunzione della posizione eretta ("gravitational stress") determina normalmente un accumulo di sangue nei vasi venosi di capacitanza delle gambe e del tronco. La transitoria riduzione del ritorno venoso e della gittata cardiaca che ne consegue determina un abbassamento della PA. I barocettori dell'arco aortico e dei glomi carotidei attivano i riflessi autonomici, che inducono una rapida normalizzazione dei valori di PA inducendo una tachicardia transitoria. Queste modificazioni sono soprattutto la conseguenza dell'aumentato livello di catecolamine circolanti mediato dal simpatico; esso determina un aumento del tono vasomotorio dei vasi venosi di capacitanza e un aumento della frequenza e della contrattilità miocardica, con un conseguente aumento della gittata cardiaca; meccanismi simili provocano anche vasocostrizione arteriosa e venosa. Anche l'inibizione vagale contribuisce all'aumento della frequenza cardiaca. Con la stazione eretta prolungata, la secrezione di ADH e l'attivazione del sistema renina-angiotensina provocano ritenzione di Na e di liquidi ed espansione del volume ematico circolante.

MSD
[#3] dopo  
Utente 150XXX

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Gentili Dottori, grazie per le risposte,
solo un'altra curiosità: è giusto ipotizzare che a causa di forti dolori alla cervicale che ho (contratture/infiammazioni dei muscoli del collo-nuca e sottoscapolare) il sangue faccia più "fatica" a raggiungere la testa, perciò i battiti aumentano, provocando anche giramenti di testa proprio per una minor quantità di ossigeno che arriva al cervello e il maggior sforzo chiesto al cuore?
Grazie
[#4] dopo  
Dr. Vincenzo Martino
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La sua ipotesi è puramente fantasiosa. Fortunatamente i problemi artrosici a livello cervicale, oltre a dare vertigini, non influiscono sull'attività cardiaca.
Stia sereno, saluti.