Utente 249XXX
In marzo ho subito un intervento chirurgico al 3° dito mano sx e, durante l'intervento, il chirurgo ha intuito che si trattava di un tumore a cellule giganti, cosa poi confermata dal referto istologico (tumore tenosinoviale a cellule giganti). Come consigliatomi dallo specialista ho cercato indicazioni in merito, tramite Internet, che confermassero che l'unico rischio di questo cosidetto tumore sono le recidive che possono portare ad un intervento più radicale ed ho trovato, nelle pagine consultate, che le tra le cause vi possono essere reazioni a traumi ed a microemorragie, cosa a cui aveva accennato verbalmente anche il chirurgo. Poichè a luglio dello scorso anno ho subito un trauma piuttosto forte al suddetto dito, è possibile che si sia formato a seguito di ciò? A seguito del trauma, a luglio, mi sono recata subito al Pronto Soccorso dove, vedendolo molto gonfio, hanno pensato ad una frattura e mi hanno fatto una radiografia; da questo esame è emerso che non vi erano fratture ma, se il tumore fosse già stato presente, la radiografia avrebbe potuto rilevarlo in qualche modo? Inoltre nei mesi seguenti ho fatto 3 visite ortopediche e, dopo la seconda, lo specialista vedendo che la tumefazione persisteva mi ha fatto fare una ecografia, nel mese di ottobre, il cui esito è stato :
"Non alterazioni strutturali significative della componente tendinea. Piccola tumefazione di aspetto cistico corpuscolato di 2-3 mm sul versante interno in corrispondenza dell'articolazione interfalangea prossimale (esito di piccolo stravaso capsulare?)."
Io ho avuto l'impressione che la "formazione" abbia avuto origine dal forte trauma di luglio, a seguito del quale mi era sembrato che ci fosse come un piccolo versamento, come quando si rompe un capillare, che si è "compattato" nella posizione tra le due chiusure dello split che, al Pronto Soccorso, mi hanno detto di tenere per qualche giorno.
Vi prego di volermi cortesemente rispondere in merito alla probabile causa della formazione di questa "massa", se è possibile che la mia sensazione relativa ad una piccola emorragia, a seguito del forte trauma, che si è come compattata nei mesi successivi possa essere corretta.
Vi ringrazio sin da ora e porgo cordiali saluti.

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[#1] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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Gentile Signora,

ritengo molto improbabile l'origine traumatica del gigantocellulare.

Le radiografie, in ogni caso, non avrebbero potuto "vedere" la neoformazione, soprattutto se di piccole dimensioni, in quanto i tessuti molli non sono valutabili ai raggi X.

Buon pomeriggio.
[#2] dopo  
Utente 249XXX

Iscritto dal 2012
Gentile Dott. Leccese la ringrazio per la Sua pronta risposta, ma vorrei sapere perchè Lei ritiene molto improbabile l'origine traumatica del gigantocellulare mentre io ho trovato, in merito all' etiologia, anche reazione al trauma, reaz. a microemorragie, infezioni, oltre a vere e proprie formazioni neoplastiche.
Ho trovato indicato ciò sia cercando "tumore a cellule giganti dei tendini della mano", sia cercando "sinovite villonodulare pigmentosa", che è indicata come malattia proliferativa benigna, ecc. . della quale diversi studi ipotizzano eziologie di vario tipo, tra le quali "post-traumatico".
Mi potrebbe cortesemente spiegare perchè sembrano esserci correnti di pensiero così diverse in merito alle cause, forse è una malattia della quale si conosce ancora troppo poco?
La ringrazio sin da ora se vorrà inviarmi una risposta in merito.
Buon pomeriggio a Lei.
[#3] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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Perchè un singolo evento traumatico, come nel suo caso, non dovrebbe avere una responsabilità diretta.

Diverso è il caso di traumatismi ripetuti nella stessa sede.

Nella mia esperienza, quasi mai (per non dire mai) il paziente mi riferisce di fatti traumatici significativi (che quindi ricorda) in presenza di questa patologia.

In ogni caso, che sia o meno legato a quel trauma, il discorso non cambia affatto.

Buon pomeriggio.